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20 Hz?
SOLO ?.................. 20 KHz? SOLO?
Questa
pagina ha lo scopo di chiarire diversi fenomeni legati alla musica ed alla sua
riproduzione sia dal vivo che attraverso un sistema di riproduzione
stereofonico. Si riuscira' a comprendere come mai e' possibile che:
1 - frequenze fuori banda
audio, modifichino il tipo di ascolto, anche se i TW (a misure) sembrano non
essere in grado di riprodurre oltre i 20 KHz.
2 - frequenze in banda audio
incise anche solo sul supporto di un CDP (limitato a 22 KHz) possano generare
rinforzi, colore ed aria intorno agli strumenti per mezzo di frequenze NON
incise sul CD stesso. La stessa cosa vale naturalmente a maggior ragione anche
per l'analogico.
3 - diffusori che non scendono
sotto i 50 Hz, possano causare frequenze anche dell'ordine dei 10 Hz nel
proprio ambiente di ascolto, indipendentemente che essi siano in grado di
riprodurli.
Tutto cio' legato alla
riproduzione di MUSICA. Per questo motivo e' necessario conoscere i fondamenti
della MUSICA stessa e non tanto dell'elettronica.
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PRIMA PARTE
- COMPOSIZIONE del MESSAGGIO MUSICALE |
QUINTA PARTE
- BATTIMENTI CHE PRODUCONO
ALTRE NOTE |
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SECONDA PARTE
- COME SI FORMA UN ACCORDO
musicale |
SESTA PARTE
- Un esperimento
chiarificatore |
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TERZA PARTE
- Calcolo MATEMATICO di una nota |
SETTIMA PARTE
- CREAZIONE DEI
BATTIMENTI OLTRE I 20 KHz CHE RIENTRANO IN BANDA AUDIO |
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QUARTA PARTE
- Relazioni matematiche
effettive tra le note |
CONCLUSIONI |
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PRIMA PARTE -
COMPOSIZIONE del MESSAGGIO MUSICALE |
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Evitando di ripetere cose
che ormai conoscete benissimo, al fine di arrivare velocemente al succo del
discorso, vi rammento solo che cio' che distingue una nota di uno strumento
(esempio VIOLINO) da quello di un altro (TROMBA), non e' solo il
contenuto e la distribuzione delle armoniche, ma anche il tipo di
ATTACCO e di RILASCIO prodotto dallo stesso per riprodurre detta nota e
dal tipo di metodologia utilizzata per produrre la nota stessa
(compressione, strofinio ecc.).
In pratica, una nota (un LA per esempio) suonata a 440 Hz da una viola o un
violino, produce anche un'infinito numero di ARMONICHE, che sono riprodotte
a frequenze doppia, tripla, quadrupla ecc. ecc.). Per cui quando un LA
centrale viene suonato da un violino, non uscira' SOLO la frequenza di 440
Hz, ma anche una a 880, a 1760, ecc.. Inoltre, se la corda viene pizzicata,
il tempo di attacco e di rilascio differiranno rispetto a quando viene
usato l'archetto. Questa la veloce premessa.
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Una cosa fondamentale MAI
da dimenticare e' che la MUSICA NON e' una sequenza di NOTE che fanno PLING PLANG una dopo l'altra. Ma una sequenza molto complessa. Mentre una
corda ancora vibra, gia' il musicista ne pizzica o suona un'altra ed
un'altra ancora. Oltre cio', insieme vengono suonati altri strumenti
che suonano note, DIVERSE da quelle fondamentali,
FORMANDO un INSIEME di
NOTE che hanno una RELAZIONE MATEMATICA fra loro.
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Vedremo a questo
proposito come si forma un ACCORDO e come le note di questo influiranno
sul risultato finale della riproduzione sonora, invece che lo stesso
ottenuto suonando una SINGOLA nota. In PRATICA, gia' suonando DUE SOLE
NOTE, se ne FORMA UNA TERZA non SUONATA. La cosa avviene eccitando l'aria.
Esiste una relazione che vedremo essere molto interessante, e ci portera'
a capire come frequenze fisse fuori BANDA si ripercuotano poi nella banda
audio stessa.
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SECONDA PARTE -
COME SI FORMA UN ACCORDO musicale |
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E' necessario a questo proposito capire cosa sia un ACCORDO. La parola
stessa dice che un ACCORDO MUSICALE e' IN ACCORDO cioe' ha una
relazione CONCORDE tra due o piu' NOTE. La relazione, guarda caso e' di tipo
matematico. I musicisti poi hanno dato un nome a queste relazioni
chiamandole in modi a loro congeniali. Per esempio, e' possibile
formare un accordo di 3 note (chesso' un LA maggiore), mettendo
insieme tre note diverse: LA, DO# e MI in sequenza la
FONDAMENTALE, la TONICA e la DOMINANTE. Nella ns.
trattazione faremo quasi sempre riferimento a questo accordo, anche se
vedremo che la cosa non cambia con altri di tipo diverso. Prenderemo in
esame anche un accordo di SETTIMA.
Prima di analizzare nel dettaglio l'ACCORDO
e cosa esso sia in grado di produrre al di fuori di se stesso, dovremmo
ricordare sia che le NOTE FONDAMENTALI nella ns. musica sono 7 e che queste
sono a loro volta divise in 12 semitoni. Viene riportata di seguito la scala
TONALE, dove si mostrano le distanze tra un SEMITONO ed un ALTRO. Le 7 note
fondamentali sono riportate in neretto. Tra una nota ed un altra esistono 2
semitoni, tranne che tra il MI ed il FA ed il SI ed il DO dove ne esiste uno
solo. I SEMITONI sono DELLE ALTERAZIONI di una delle note fondamentali che
innalzano o abbassano questa di un SEMITONO. Per es. dal FA al FA
DIESIS (FA#).
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Normalmente si dice che il DIESIS (#) ed il
BEMOLLE (bem) alterino allo stesso modo la nota facendola salire o
scendere di mezzo tono cioe': dal SOL al SOL# oppure dal LA al LA bem,
ottenendo così la stessa nota. In effetti la cosa risulta vera solo su una
scala di pianoforte o chitarra, dato che esiste invece una differenza anche
tra un SOL # ed un LA bem. |
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NOTA: un semitono e' suddiviso in 5 comma. Il SOL#
effettivamente innalza di 5 comma il SOL, mentre il LA bemolle
abbassa di 6 comma il LA. In pratica il LA bemolle si trova ad un
comma piu' in basso del SOL #, solo sulla scala di violino questo e'
possibile. Non so se oggi questo venga piu' tenuto in considerazione
durante l'esecuzione di una partitura. |
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Il
ns. approfondimento tendera' a capire invece le interazioni tra le note e
cio' che esse creano a livello uditivo quando una viene suonata insieme ad
un'altra. |
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TERZA PARTE TABELLA 1 -
CALCOLO di una nota.
Nella
tabella a fianco, le relazioni matematiche tra le note. Data una frequenza
fondamentale (es: 440 Hz del LA centrale), per calcolare la sua QUINTA
perfetta e' sufficiente fare un'operazione matematica. Dividere per due e
moltiplicare per 3. Così di trova la relazione della nuova nota. Nel caso
del LA, la QUINTA perfetta e' il MI e vale 440 /2 *3 = 660 Hertz. Per
calcolare la TERZA MAGGIORE del LA (in questo caso il DO#), si divide per 4
e si moltiplica per 5: 440 /4 * 5 = 550 Hertz. |
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Cio' premesso, utilizzando i rapporti PERFETTI si possono trovare le
relazioni matematiche tra tutte le note basandosi sulla QUINTA perfetta (il
SI e' la quinta perfetta del MI, conoscendo il MI, si calcola il SI e via
dicendo). La cosa e' pero' meno semplice di
cio' che si pensi. Infatti, su una scala di pianoforte le note sono
leggermente alterate rispetto ai valori dei RAPPORTI PERFETTI. Di seguito viene riportata la scala
EFFETTIVA delle relazioni tra le note al loro completo. In giallo la scala
temperata attualmente utilizzata (vedi nota a lato). |
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NOTA: Fu J. Sebastian Bach a studiare ed introdurre le note
"temperate", favorendo un maggior rapporto armonico tra di esse
(scala attuale utilizzata sul pianoforte/chitarra). Fino a prima di
allora i rapporti armonici non erano tali da favorire la scrittura
di una partitura con piu' di 4 alterazioni in chiave (4 # o 4 bem)
perche' una ulteriore alterazione gia' provocava all'orecchio una
sorta di "stonatura" o comunque di forzatura (ES. partitura in SI
maggiore che ha in chiave 5 diesis). Con l'avvento della scala
temperata di BACH, le alterazioni in chiave poterono arrivare fino a
7, cioe' tutte le note (Es. DO#magg o DO bem magg). Il nostro
approfondimento per semplicita' di comprensione si focalizzera'
invece sui rapporti armonici perfetti. |
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QUARTA PARTE -
TABELLA 2 -
RELAZIONI EFFETTIVE TRA LE NOTE - IN GIALLO LA SCALA DI PIANOFORTE.

La scala sopra riportata e' riferibile a qualsiasi nota (es: DO o RE o FA#)
presa come fondamentale. Tutte le altre con gli stessi rapporti o "distanze"
diventano TONICA o DOMINANTE o SETTIMA della nota presa come riferimento.
ES: Accordo di DO MAGGIORE: DO (FONDAMENTALE) - MI (TONICA)- SOL (DOMINANTE)
- SI bem (SETTIMA) ecc. |
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PER SEMPLIFICARE LA NOSTRA TRATTAZIONE, NOI CONTINUEREMO, PER FACILITA' DI
COMPRENSIONE A FOCALIZZARCI SUI RAPPORTI PERFETTI IN QUANTO FACILMENTE
CALCOLABILI E COMPRENSIBILI A LIVELLO MENTALE (Si rammenta che spostamenti
esigui tra un'accordatura di nota e un'altra formano quello che in musica
viene chiamata LEGGERA DISSONANZA ARMONICA. Questa e' normale e rende p.e.
il suono di un pianoforte, da secco ad ARMONICO. Una dissonanza elevata
provoca battimenti che creano una reale "stonatura").
Noteremo gia' da subito che suonando due note
(previste in un ACCORDO), per somma e differenza delle vibrazioni stesse
impartite nell'aria, si formano dei battimenti che PRODUCONO ALTRE NOTE
che hanno a che fare con l'ACCORDO stesso. Un esempio e' riportato in
tabella 3.
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QUINTA PARTE -
BATTIMENTI CHE PRODUCONO ALTRE
NOTE per
iniziare, prendiamo in esame un esempio di accordo di "LA maggiore" suonato
sulla scala bassa del pianoforte a coda. Le prime tre note (LA - DO# - MI
- nelle celle in verde chiaro, dove per LA-4 si intende il LA a 4 ottave
sotto il LA centrale). E' gia' possibile vedere che suonandole
contemporaneamente si creano diversi battimenti tra le 3 note
(riportati a lato) formando delle ONDE di PRESSIONE a 6,8 Hz; 13,75 Hz;
61,87 Hz e 68,75 Hz. Queste onde di pressione NON SONO CASUALI. Guardate un
po' in tabella !!!
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In pratica si RIFORMANO
delle NOTE "SINCRONE" o "ACCORDATE" alle ottave superiori e INFERIORI
che hanno a che fare con le note dell'accordo stesso. Queste non sono prodotte dalla
corda stessa o nel caso di un sistema di riproduzione, da un altoparlante, ma
sono GENERATE direttamente nell'aria (# VEDI NOTA). Nel caso dell'accordo di
LA maggiore si auto genera anche una 9a maggiore (SI) - CHE RIMANE IN
"ACCORDO". Nel caso invece
di un accordo di SETTIMA (suonando anche il SOL), si forma una SESTA minore
che e' in accordo con una SETTIMA appunto. (vedere per informazione
ulteriore scale tonali musicali - qui non riportate). |
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# NOTA: in
pratica la cosa non e' facilmente slegabile anche a livello fisico. Nel
momento in cui due fronti di aria vengono eccitati uno a 55 Hz (LA - 3)
ed uno a 48,125 Hz (SOL settima del LA), si crea una differenza di 6,875
Hz (LA -6) che ri-eccita gli altoparlanti in modo passivo |
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NOTA 2: Si ricorda inoltre che il
fenomeno dei battimenti e' usato nella radio ricezione in AM o FM (SUPER-ETERODINA),
dove la frequenza di ricezione di una stazione radiofonica (es: 100
MHz) viene appunto fatta "BATTERE" con la frequenza dell'OSCILLATORE
LOCALE interno al ricevitore che viene sintonizzato per oscillare ad
una frequenza distante 10,7 MHz (FM). La "frequenza SOMMA"
(210,7 MHz) viene poi eliminata, la "frequenza DIFFERENZA" (appunto
10,7 MHz) viene invece AMPLIFICATA dal circuito di MEDIA FREQUENZA
tarato a 10,7 MHz per la massima amplificazione, per poterne
estrarre al meglio la MODULAZIONE ed il contenuto del segnale
trasmesso. |
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TABELLA
3 - creazione dei battimenti TRA LE NOTE a frequenze basse in un ACCORDO di
LA maggiore/7a
LA
(fondamentale) - DO# (tonica) - MI (dominante) - SOL (settima)

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Per riassumere, nel momento in cui si forma un accordo, che sia eseguito da
un solo strumento o con l'ausilio di due o piu' strumenti (violino che suona
una melodia) e pianoforte che suona anche solo una seconda nota relazionata,
si formano dei battimenti che generano frequenze superiori ed inferiori che
rimangono relazionate ad esse. Si ricorda che l'ampiezza del battimento e'
inferiore alla nota suonata, ma non di tanto, e che ha un suo ruolo
molto importante.
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Note particolari:
quando la pedaliera di un organo suona un DO ed un RE in contemporanea
(e' nell'accordo di RE settima), si crea un fronte d'onda somma e
differenza. La differenza e' in questo caso: 2 Hertz!!! (vedi tabella 3
- DO=16,35 Hz e RE= 18,35 Hz). Ma la cosa piu' sconvolgente non e' tanto
il movimento del fronte d'onda a 2 Hz creato dalle due note dell'organo-
che comunque devono essere riprodotte almeno loro -
quanto il colpo dei timpani nel 1812 Overture di TchaiKovsky....
ora sapete perche' di
un sub a tromba tanto grande... e del disaccoppiamento del CDP anche con
camera d'aria |
Vedremo fra poco come
e' possibile che armoniche fuori dalla banda audio (cioe' oltre i 20 KHz) rafforzino cio' che in banda audio esiste
(oppure anche non e' presente) ed un semplice esperimento per provare tutto
cio'. Nel caso invece sopra appena preso in
esame, si puo' notare che se spostiamo l'esempio anche solo di un'ottava
piu' sopra, dove la frequenza del LA-3 e' a 55 Hz, rifacendo i conti
si vede che si formano frequenze di 10-12 Hz nell'aria. Se il 55 Hz e'
emesso da un AP, il battimento si crea ugualmente, perche' l'AP NON deve
produrre altro che la frequenza fondamentale considerata.
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SESTA PARTE -
Un esperimento chiarificatore |
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| Un
semplice esperimento per comprendere e' quello di utilizzare due oscillatori
(uno per ogni canale dello stereo), con uno si pilota il canale destro e con
l'altro il sinistro. Si imposta anche a livelli molto bassi (dell'ordine di
un decimo o mezzo watt) due frequenze diverse. Se solo un oscillatore e' in
funzione si sente una frequenza, se funziona l'altro si sente l'altra
frequenza, se funzionano entrambi, si sente ANCHE una terza frequenza oltre
alle due fondamentali impostate sugli oscillatori. La cosa diventa ovvia se
gli oscillatori sono p.e, utilizzati uno a 22 KHz ed uno a 25 KHz. Se ne
funziona uno solo, non si sente nulla (siamo in regime statico ad oltre 20
KHz, attenzione al volume, il fatto di non sentire nulla fa in modo di
alzare il volume con la conseguenza di bruciare la bobina mobile del tw ed
io non ne rispondo per voi). Il tw, invece continua ad emettere ed e'
sufficiente fare entrare in funzione anche il secondo oscillatore per udire
chiaramente una frequenza di 3 KHz (la differenza tra le due prima NON
UDIBILI). Da dove arriva?
gia'... da dove arriva? E' semplicemente un
battimento tra le emissioni dei due tweeter.
Ma la stessa cosa avviene anche se si
portano gli oscillatori a 40/43 o 60/63 KHz. Personalmente ho provato fino a 100
KHz ed il tutto avviene sacrosantamente. Impostando 100 KHz e 103 KHz, il
segnale differenza di 3 KHz e' solo un po' piu' basso di livello (e'
scontato che se la differenza di frequenza e' chesso' 2 KHz, sentirete 2 KHz
e se spazzolate con uno oscillatore da 1 a 10 KHz di differenza rispetto
all'altro che rimane fisso, sentirete variare la frequenza ottenuta come
risultante da 1 a 10 KHz). Pensate solo che noi abbiamo finora
parlato di un "accordo" di 2 note.. (o 3), meglio dire di solo 2
frequenze. Pensate che cosa succede solo
con 4 strumenti che suonino in accordo (praticamente sempre ) tra loro....
Viene ora riportata la tabella completa con
le frequenze fino a 100 KHz, dove e' marcata la fine delle ottave suonabili
e l'inizio delle armoniche superiori. Queste se noterete non sono la 52esima
o la 72esima, incredibilmente solo prendendo in considerazione la nota piu'
alta di un pianoforte, la sua 8/10 armonica e' gia' posizionata dalle parti
dei 28-35 KHz e rientra in banda audio con battimenti con altre note. Per un
violino piu' o meno la stessa cosa. A 42 KHz siamo solo alla 12 armonica
(Vedi valori di ampiezza nelle note conclusive)
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SETTIMA PARTE
- TABELLA
4 - creazione dei battimenti TRA LE NOTE a frequenze oltre i 20 KHz

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CONCLUSIONI
Dopo aver detto tutto cio' vorrei che ci
ricordassimo i seguenti PUNTI FONDAMENTALI:
- anche due sole note in accordo tra loro
per somma e differenza generano nell'aria dei battimenti ( ad
ampiezza minore - ma non poi così tanto) che RAFFORZANO le ottave sopra e sotto. Considerando un
accordo di 3 note, oltre le 3 (fondamentale - tonica e dominante ) si
generano altre 5 frequenze (vedere primo esempio sopra). Se si considerano
almeno 6 armoniche di ognuna di esse, le frequenze emesse arrivano ad
essere:
3 + 5 + 6x5 = 45 frequenze tra loro in
accordo se si prende in considerazione SOLO le frequenze adiacenti, ma la
cosa e' valida anche per la differenza o la somma della sesta armonica con
la seconda armonica di due note.... fate voi il conto.... queste frequenze
emesse nell'aria generano altri battimenti di piu' lieve entita' e poi
ancora...
- le frequenze generate dagli strumenti
NON sono stabili, quindi creano armoniosita' a forma di "leggera
dissonanza" e MICROBATTIMENTI leggeri. Il SI bemolle di un violino inoltre
non e' il SI bemolle del pianoforte. Quando si pigia su un tasto di
pianoforte per riprodurre UNA SOLA nota, le corde che si muovono sono di
norma 3 che gia' da sole creano 5 battimenti fondamentali tra loro (microbattimenti
in armonia). Due corde son solo sui registri bassi ed una sola sui
bassissimi.
- la frequenza di oscillazione di una
corda dipende da COME questa viene suonata (forte o piano)
- L'orecchio/cervello umano e' in grado di
percepire e distinguere in contemporanea circa 1500 tonalita' differenti
su 10 ottave ... un microfono
non penso proprio sia in grado di percepire lo stesso data la diversa meccanicita'
dello strumento rispetto al corpo umano, ma puo' anche essere.... non so
se siano mai state fatte prove al riguardo...
- Il battimento e' una somma ed una
differenza di vibrazioni GIA' presenti nell'aria e quindi NON e' generato
dagli altoparlanti. Per intenderci il battimento NON e' nell'incisione
(nel caso di riproduzione sonora), se anche ci fosse, questo e' un
battimento che si e' prodotto PRIMA, cioe' DURANTE la REGISTRAZIONE e
quindi poi riportato in modo elettrico sul supporto. Nel caso di
RIPRODUZIONE, vengono PRODOTTI BATTIMENTI NUOVI nel luogo di ascolto. E'
anche per questo che non e' teoricamente possibile fare un confronto tra
sessione dal vivo e ascolto riprodotto...
- nel caso di riproduzione sonora, NON
SONO gli altoparlanti che riproducono i battimenti, ma e' la
sommatoria e la differenza della pressione sonora che li genera. Cioe' e'
una conseguenza. Quindi anche in casa si possono ottenere (chi piu', chi
meno) frequenze sotto i 20 Hz con altoparlanti che tagliano anche solo a
50 Hz. La dimensione della membrana produrra' meno spostamento d'aria e
quindi il battimento creato sara' minore e piu' battimento se grande
(maggior spostamento d'aria alla frequenza fondamentale). La frequenza
riprodotta dipende anche dalle dimensioni del locale, ma anche dalle sue
riflessioni che allungano le dimensioni fisiche del locale stesso.
- le armoniche di uno strumento musicale
scendono in modo MOOOOOOOLTO graduale. Anche solo prendendo in
considerazione una forma d'onda triangolare, le armoniche scendono con una
cadenza di 1/2, 1/3, 1/4, 1/5, 1/6, 1/7, 1/8 ecc. cio' significa che la
sesta armonica esce ad un sesto di ampiezza della fondamentale. E che 1/6
considerando la potenza
sono SOLO 8 dB in meno, mica 50 o 60 come per una distorsione
armonica che guardiamo in un amplificatore... Quindi se manca anche gia'
la sesta armonica, manca un casino di roba...!!! Nel caso di incisione su
CD una nota dell'ultimo LA (il LA+3), manca gia' della sua 6a armonica che
cade a 21096 Hz, che significa ben 1/6 del contenuto della sola nota
singola presa in considerazione, che non sara' quindi in grado di creare
un battimento insieme alle altre per RIENTRARE in BANDA AUDIO. LA 12esima
armonica ( 42.240 Hz) e' sotto di circa 1/12 rispetto la fondamentale cioe' meno di 11 dB e la 16esima
armonica (56.320 Hz) e' sotto di 1/16 cioe' solo 12 dB. Se noi vogliamo
considerare HI-FI un ampli che abbia distorsione (anche solo armonica)
inferiore a 45-50 dB, non vedo come possiamo dimenticarci di un segnale di
soli 12 dB sotto!!! Quindi
(per me) manca un casino di roba.. gia' detto... da qui il fatto che un pianoforte
su un CD si senta molto molto bene quando suona i registri bassi, ma
inizia a "peccare" sui registri alti. Le ampiezze delle armoniche di
diversi segnali musicali NON si discostano di molto rispetto a quelle
sopraelencate dell'onda triangolare, anzi..
- le armoniche oltre i 20 KHz non sono la
32esima o 44esima che si possono quindi facilmente dimenticare perche' di
ampiezza esigua (nell'esempio 1/32 o 1/44), ma molto piu' alte
- i tweeter, anche quelli in seta,
emettono molto di piu' di quello che si pensi. Io ho usato per le prove
dei SEAS da 19 mm, ma sono certo che cio' avviene anche con dei cinesi scalerci.. se arrivano a 20 KHz, tranquilli che arrivano anche a 40 KHz.
Il movimento della membrana diminuisce in modo quadratico con l'aumentare
della frequenza, se gia' a 20 KHz non si muove la membrana figuriamoci per
riprodurre i 40 KHz se serve che si muova di piu'.
- A chi argomenta con la storia delle
misure sui TW, potete sempre ricordare che il vs. orecchio e' in grado di
sentire la 3 KHz prodotta dal battimento di due oscillatori uno a 40 ed
uno a 43 kHz (o 60 - 63 KHz). E se il microfono non sa leggere perche' non
e' come il vs. orecchio, meglio, non badateci, il vs. orecchio ha una
risoluzione maggiore del microfono (che non ha cervello)... chi ascolta
alla fine e' il vs. orecchio/cervello e non un sw comandato da
analizzatori/ADC/DAC ancora troppo limitati. I microfoni lasciateli per le
registrazioni........... analogiche
- In termini di massima frequenza (non
tanto di quantita' di frequenze contemporanee) i microfoni captano molto di piu' di
cio' che si pensi, oggi si usano quelli a condensatore non piu' quelli magnetodinamici
(con bobina mobile). Un microfono a condensatore arriva
molto piu' in la' di 20 kHz, ma MOOOOLTO piu' in la'. Per essere lineare
entro 0,5 o 1 dB a 20 KHz, significa che arriva anche fino a 50-60 KHz
senza colpo ferire.
- se vi dicono che la Philips (come si
legge anche su articoli attuali vari) ha steso
delle specifiche su cosa un violino sia in grado di riprodurre (armoniche
fino a 17 KHz !!! cioe' e' in grado di emettere solo fino alla 4a-6a
armonica... ma dai....) chiedetevi,
quando le ha stese dette specifiche e se per caso doveva coprire in
qualche modo il progetto dell'avvento imminente del supporto CD che per
forza di cose poteva ai tempi arrivare solo a 22 kHz e con cosa fece
le misure (microfoni a bobina mobile? - analizzatori con
convertitori da 14 bit/ 44 KHz di campionamento? - non so neppure se la
tecnologia attuale sia in grado di recepire lo spettro fino a 100 KHz di
una nota che dura solo pochi secondi e memorizzarlo - per campionare ci
vuole tempo - e per non perdere risoluzione e' necessario avere un filtro
di banda di campionamento molto stretto, che significa MOLTO tempo per
fare la misura - ad oggi il miglior strumento per il campionamento in
tempo reale e' l'orecchio, tutto il resto sono stupidaggini per le
allodole)
- due frequenze in banda audio anche SE
non presenti su un supporto CD o LP che vogliate, possono comunque essere presenti nell'aria..... provate a pensarci... uscire dalla
banda audio e rientrare come leggere dissonanze creando ARMONIA e MUSICA..
quella VERA.
qui non si tratta di trovare cosa si sente
o cosa non si sente a una frequenza FISSA oltre i 20 KHz e se queste servano
solo ai pipistrelli. E' inutile oltre che dannoso, continuare a picchiare i
tasti ancora oggi sulla singola sinusoide a regime statico a 20 o 22
KHz (questo e' prendere in considerazione concetti ormai obsoleti e la
scienza vuole crescere e non vuole che si pongano limiti). Sarebbe il
caso di fare qualche passo in piu' con la mente piu' aperta. A me poco
importa se il vs. ampli arrivi solo fino a 10 Hz, 20 KHz, 500 KiloHertz o 1000
MEGAHertz, specialmente se per arrivarci si e' usata la
controreazione....che vi fara' perdere molto di piu' di quelle cose
sopraesposte, a me importa dirvi cio' che ho scoperto da solo facendo il
musicista (tra le tante cose) ed imparando ad accordare un pianoforte - non
sto certo ad attendere il National Physical Laboratory, l'AES o la Philips
per cambiare parere o per capire l'ovvio, mi sentirei a dir poco limitato.
Se poi voi avete bisogno di un'autorita' superiore per pensare, va bene,
personalmente le righe e gli spazi delimitati da esse, li lascio al
pentagramma. I veri artisti, non usano gli spartiti.
per la serie: credete pure a cio' che vi
dicono, una piccola verita', come in tutte le cose, c'e' anche la', forse un
po' limitata, ma c'e'. Io credo fondamentalmente a cio' che
percepisco, e detto fra noi si percepisce MOLTO di piu' di cio' che ho
riportato. Non ho neppure preso in considerazione la TRANSITORIETA' degli
EVENTI e l'ENERGIA per RECEPIRLI. Ma aprire un paragrafo qui,
significherebbe FORSE sovvertire l'attuale scibile umano riguardante la
percezione, specialmente se, in un campo come questo, si prendono
ancora in considerazione concetti/imposizioni emessi decenni fa a fini di
lucro e per lo stesso fine, oggi molti ancora li utilizzano e dove ancora
molti sperano di capire la musica e la sua riproduzione facendo "misure
scientifiche" sui cavi senza magari cogliere (nel 2006) che il problema e'
da tutt'altra parte. |
| 'notte
alla prossima... |
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avete mai fatto caso che nessun pianista sa
accordare il proprio strumento? |
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