|
Perche' la sua
RESISTENZA SERIE ALTERA lo SMORZAMENTO DEL
SISTEMA AMPLIFICATORE-ALTOPARLANTE.
IN PRATICA: se l'amplificatore e' controreazionato,
la resistenza serie fa l'azione di diminuire in parte
il TASSO DI CONTROREAZIONE (il tasso di
controreazione rimane lo stesso, ma l'amplificatore
VEDE sulla sua uscita una resistenza DIVERSA in
serie all'AP). L'effetto ottenuto e' quello di
liberare di piu' il
WOOFER (ma anche il MID ed il TW) dalle grinfie dell'amplificatore, RENDENDO IL
SUONO PIU' DINAMICO, E PIU' APERTO. Se la resistenza
serie e' troppo alta si finisce dalla parte opposta:
il suono si CHIUDE o va tutto insieme.
RISULTATO:
nella maggior parte dei casi (con la controreazione
sull'ampli), il suono migliora... azzeccando il cavo
giusto.
BUONA QUESTA: azzeccando il cavo giusto,
intendo dire: nella configurazione che avete a
casa vs.
poi se pero' spostate il tutto e ......
tanti auguri!!!
ma lo stesso risultato, lo si ottiene anche mettendo
una bellissima resistenza di pochi decimi di ohm (a
volte anche di diversi ohm) ANTI-INDUTTIVA in
serie all'alimentazione (occhio al 220 Volt pero' ehh -
non mi assumo responsabilita')... non servono cavi
da migliaia di euro.
Questo spiega anche perche' la situazione cambia
anche solo per un breve tratto di un metro o giu' di
lì, tra una ciabatta di plastica o d'oro che volete
voi e la vaschetta IEC del vs. AMPLI.
In pratica quando fate le vs. prove, le fate in una
SITUAZIONE RELATIVA e NON in una SITUAZIONE
ASSOLUTA. Ecco perche' non importa quale ciabatta di
rete, quale presa a muro, quale linea ENEL arriva
fino a voi. E' un po' come sostituire i cavi dei
diffusori. La situazione e' esattamente la MEDESIMA.
State alterando lo smorzamento del sistema. DI poco,
ma lo state alterando. E l'orecchio sente tutto,
anche
i tweeter in seta che emettono fino a 100 KHz
ma i sistemi di misura, non sono in grado di
misurarli. Gia'...
n'est pas?
Cioe' sto dicendo: la differenza si sente, YESSS:...
Viva l'orecchio che DIO ci ha dato, ma, ....
cosa ci piaccia di piu' e' da stabilire e poi ..
ma siete proprio sicuri che la registrazione era
così come ORA la ascoltate? Se siete sicuri allora
cambiate ampli.. uno 0,3 % di dinamica in piu'
perche' il WF si muove un attimo di piu', significa
che il Vs. ampli non e' correttamente adattato al
vs. AP, e di sicuro non lo adattate facendo
esperimenti da migliaia di euro con variazioni del
nulla.
Ahh dimenticavo....
per poterlo comprendere (che un cavo cambia lo
"smorzamento del sistema AMPLI-ALTOPARLANTE"), e'
sufficiente disegnarsi IL CIRCUITO EQUIVALENTE di un
AMPLIFICATORE con la sua parte di alimentazione.
L'alimentatore in CC e' di solito (ED IN TEORIA) un
CORTOCIRCUITO ... quindi nel circuito equivalente
deve essere
CORTOCIRCUITATO, ma....
HO DETTO: DI SOLITO... ED IN TEORIA...
ma nella pratica, ha una resistenza serie che non
puo' togliere nessuno. Disegnatela allora, questa
benedetta resistenza, datele un valore, e ..... fate i
vs. conti...
|
In
pratica, in un amplificatore Push Pull, la
resistenza serie dell'alimentatore e' in serie
al collettore dei transistor di uscita (parlando
di una configurazione come Emitter Follower),
limitando maggiormente la corrente nel carico e
QUINDI variandone
l'IMPEDENZA DI USCITA
(che non DIPENDE solo dalla controreazione,
questa e' teoria, ma dalle reali condizioni
della circuitazione adottata) e quindi
variandone lo SMORZAMENTO del sistema.
|
figura |
|
Da
un punto di vista fisico, e' come se il
condensatore di filtro sull'alimentatore si
trovi in serie a monte una resistenza maggiore
rispetto cio' che e' stato progettato. Cambia in
questo caso sia la capacita' di livellamento, e
la capacita' del trasformatore di FORNIRE
POTENZA all'amplificatore e di conseguenza al
carico (altoparlante).
In
pratica un alimentatore interno ad un
amplificatore che e' in grado di fornire 50
ampere in uscita su 1 ohm di carico (caso limite
ma vero, cioe' 50 Volt), con in serie una
resistenza (o sul carico o sull'alimentatore) di
0,62 ohm, cioe' TOTALE= 1+ 0,62 = 1,62 ohm -
vedi incorniciato a lato), sara' in grado di
fornire:
50
Volt / 1,62 ohm = 30,86 ampere invece che 50
ampere come da progetto iniziale.
Sembra poco, ma l'ampli ha cambiato le sue
caratteristiche intrinseche.
Se
andremo a fare i conti e' cambiato anche lo
SMORZAMENTO verso l'altoparlante.
La
stessa cosa avviene anche se l'ampli e' in
grado di fornire solo 3 o 4 ampere in uscita su
8 ohm (72 o 128 watt su 8 ohm di carico)
NULLA CAMBIA. La situazione e' analoga, solo con
differenti risultati. |
Teniamo presente una cosa:
Se
la resistenza inserita sul cavo di alimentazione e' chesso' di
0,1 ohm (cosa abbastanza reale se la si divide
in due tra i fili, uno di andata ed il filo di
ritorno piu' la resistenza dei contatti, ecc - 0,05 ohm),
oppure se ci mettiamo un filtro di rete che in
serie ha delle induttanze sia su un ramo che
sull'altro, arrivare a 50 milliohm per ramo e'
cosa semplice, anzi in questo caso la resistenza
serie e' di solito piu' elevata.
Ebbene, questa resistenza andra' considerata
moltiplicata per il rapporto di trasformazione
del trasformatore di alimentazione (normalmente
in discesa e quindi la resistenza diminuisce) e del
rapporto di trasformazione del trasformatore di
uscita nel caso di amplificatore valvolare
utilizzante un trasformatore di uscita).
In
pratica prendiamo solo il caso di un:
Amplificatore a transistor P.P. con
alimentazione secondaria di +/- 50 Volt (per una
potenza di 100 Watt / 8ohm con un fattore di
smorzamento di 100 ai morsetti di uscita).
La
resistenza da 0,1 ohm del cavo di alimentazione,
riportata sull'uscita dell'amplificatore sara'
di circa 0,1 * (50/310)^2 =
0,0025 ohm
310 (volt) e' la tensione del picco positivo del
220 Volt di alimentazione
50
(volt) e' la tensione presupposta
dell'alimentazione secondaria (sul picco della
sinusoide).
In
pratica il rapporto 310/50 e' il rapporto di
trasformazione tra primario e secondario.
In
serie all'uscita, o in serie alla propria
alimentazione (cosa analoga), l'amplificatore
vede una resistenza di valore NOTO.
Le
cose NON CAMBIANO se, l'amplificatore e' un
valvolare. Alla fine si arriva alle stesse
conclusioni. |
Nel mettere in serie una resistenza sulla linea di
alimentazione (o ridurla), LO SMORZAMENTO
DELL'AMPLIFICATORE CAMBIA: per forza...
YESSSSSSSS!!!!!
|
In
soldoni, se avete acquistato il vs. mito da 100
Ampere di uscita per avere uno smorzamento di
1000, pagandolo 1.000.000 di euro, ora, con il
vs. cavo, avrete ridotto lo smorzamento
chesso' a 500 limitando la corrente a 50
ampere.. In pratica avete speso soldi in piu'
per DEGRADARE il Vs. AMPLI ad uno di categoria
inferiore. Ma guardate bene i conti a lato...
sembra molto peggio....
Interessante.......
(intendevo, per i costruttori di cavi di
alimentazione chiaramente e di tutto cio' che si
mette in serie all'alimentazione o in serie ai
diffusori, tipo edi belissimi cavi in ARGENTO
999/1000 con nel bel mezzo una scatoletta chiusa
e impregnata con dentro una bellissima
resistenza serie da 0,2 o 0,3 ohm, ma non
diciamolo a nessuno ...)
|
Facciamo 2 conti:
Amplificatore 100 Watt su 8 ohm con fattore di
smorzamento uguale a 100 . Questo avra' una
resistenza di uscita calcolabile in:
DF
(fattore di smorzamento)= Resistenza di carico
(8ohm) / resistenza interna.
per cui la resistenza interna dell'amplificatore
sara' calcolabile in:
Ri
= Rc/100= 0,08 ohm
l'amplificatore dell'esempio, (con 28,28 VOLT
tensione a vuoto per generare
100watt/8ohm), SOLO in linea teorica, quando
verra' connesso il carico sara' in grado
di fornire:
|
8 ohm |
98 watt |
|
4 ohm |
196 watt |
|
2 ohm |
392 watt |
|
1 ohm |
784 watt |
Ora, se vi aggiungiamo la resistenza serie
all'alimentazione, riportata sul secondario
(dell'esempio piu' sopra) ed in serie all'uscita
otterremo che il fattore di smorzamento (almeno
per 8 ohm di carico) scendera' a:
DF=
8 ohm / (0,08+
0,0025 ohm) = 8/ 0,0825 = 96,96
la
perdita di potenza e' poca e non influisce sul
suono, ma il fattore di smorzamento inizia a
cambiare e l'orecchio lo sente? lo sente,
eccome lo sente, dato che sente pure il
cambiamento del suono mettendo una resistenza da
39 ohm in parallelo all'uscita dell'amp
*come si suole dire bassissima*, dove
fatti i debiti conti l'impedenza di uscita
dovrebbe cambiare solo di
9 centesimi di
milliohm |
|
Vi
ricordate spero, che alto smorzamento, significa
FRENARE il WOOFER (sì questo, sì, ma frenate
anche il MID ed il TW, ed in una configurazione
a due vie, di solito il WF fa anche da MIDRANGE,
per cui frenate anche tutta la gamma media),
quindi un MITO da 1.000.000 di euro da 100
ampere di uscita forse NON VA BENE |
MA... un
Amplificatore da 800 Watt su 1 ohm con fattore
di smorzamento uguale a 1000 come si comportera'?
La
resistenza interna dell'amplificatore sara'
calcolabile in:
Ri
= Rc/1000= 1 ohm / 1000=
0,001 ohm
|
8 ohm |
99,94 watt |
|
4 ohm |
199,88 watt |
|
2 ohm |
399,77 watt |
|
1 ohm |
799,54 watt |
se
vi aggiungiamo la resistenza serie del cavo di
alimentazione (o del filtro antidisturbo o di
cio' che volete voi), riportata sul secondario
(dell'esempio piu' sopra) e posta in serie
all'uscita otterremo che il fattore di
smorzamento scendera' a:
DF=
1 ohm / (0,001+
0,0025 ohm) = 1/ 0,0035 =
285 !!!
sempre non male,
da 1000 a
285 !!!!!
pensavo meglio..... (o
peggio vedete un po' voi)
ma
che l'abbiamo comperato affa' sto amplificatore?
status simbol? così lo mostro agli amici? e'
quello dell'award attuale? sì, magari dipinto
con un bel cavo di alimentazione che costa piu'
di 1000 gr di caviale beluga.. ma che dico....
roba da non credersi......
ma
state cercando di emulare un valvolare? scusate
ma non ci riuscirete.. le schifezze della
controreazione rimangono sane e toste.
certo se lo smorzamento di 1000 fosse su 8 ohm e
quindi ricalcolato sull'impedenza di 8 ohm
le cose migliorerebbero un attimino e uno FORSE
non si suiciderebbe, ma non so se il calcolo
vale.
|
MISURE OGGETTIVE SUI CAVI?
Scherzi a parte, (che non e' una
trasmissione televisiva), pensare che c'e'
gente che riesce a sostenere le misure
(dimenticando il sistema) anche in Audio per vendere (o
farne pubblicita') cavi di alimentazione da
migliaia di euro con connessioni
DOROMASSICCIO, invece di mettere una pura
resistenza serie (variandola) e vedere che
succede la stessa identica cosa,
indipendentemente che ci siano disturbi di
rete o meno....
Altre cose sono poi le interferenze
elettromagnetiche tra i due fili di andata e
di ritorno, ma di questo gia' ne avevo
accennato anni fa (2004) sulle
white
papers di cui si riporta di seguito solo
delle brevi note a riguardo, che possono
essere prese in considerazione
sia per i cavi di potenza utilizzati per i
diffusori che per quelli di alimentazione,
dove l'eventuale schermo dovrebbe avere un
riferimento a terra, che comporta in alcuni
casi altri problemi che sono maggiori che
non avere lo schermo stesso. Comunque: 1)
Fig.1 – Connessione normale
Diamo un’occhiata ad un segnale di segno positivo (lo stesso
avviene per onde di segno opposto) in partenza dall’amplificatore verso
l’altoparlante (ma si puo' pensare anche dalla rete all'amplificatore):

Il flusso
della corrente (IL) genera un campo elettrico con associato campo
elettromagnetico (vettore: HIL). Anche se apparentemente sembra che sia la
stessa corrente a circolare in entrambi i cavi, così non è perché:
1.1
C’è una caduta di tensione tra il + dell’amplificatore ed il + dell’altoparlante
a causa della resistenza del cavo (Se fosse un cavo di alimentazione di rete e'
lo stesso)
1.2 Il cavo ha anche un’induttanza serie che
porta ad un ritardo del segnale. Questo ritardo è variabile in ogni punto del
cavo rispetto al punto corrispondente sull’altro cavo.
1.3 Esiste una capacità tra i due cavi,
distribuita per tutta la loro lunghezza.
Il vettore H
sul cavo positivo (H IL+) non è esattamente l’opposto del corrispondente vettore
H sul cavo negativo (H IL-). I due campi elettromagnetici interferiscono l’uno
con l’altro dal momento che tra loro esiste una differenza che si deve cercar
poi di eliminare.
La differenza
tra i due campi elettromagnetici è qualcosa che noi non vogliamo. Questa
differenza interferisce con la corrente del segnale sull’altro cavo.
2)
Fig.2 Cavo schermato connesso da ambo le parti
La differenza
in questo caso, rispetto alla Fig.1, è rappresentata da una seconda corrente che
scorre tra lo schermo e il CAVO DEL NEGATIVO stesso, dovuta alle differenze tra
loro in termini di resistenza, capacità ed induttanza.
Lo schermo in
questo caso è efficace solo nel caso di correnti esterne (campi elettromagnetici
generati da altri cavi vicini). In questo esempio le cose peggiorano rispetto a
quanto visto in Fig.1. La corrente che scorre nello schermo DEVE essere evitata.
Lo schermo stesso diventa un generatore elettromagnetico nei confronti degli
altri cavi, perche' non e' mai dotato di connessione a terra perfetta. Inoltre, nel caso di cavi di segnale si avrà RONZIO.
le
connessioni dovrebbero essere come indicato nella Fig.3
3)
Fig.3 – Cavo schermato connesso solo da un lato
In questo caso non ci saranno i problemi mostrati nella Fig.2
e lo schermo servirà solo ad evitare la interferenze derivanti da altri
conduttori (campi elettromagnetici di cavi vicini). Vivamente sconsigliato
per connessione di diffusori.

Per aver un buon CAVO la teoria
dice che dovremmo ridurre l’induttanza serie e la capacità parallela,
lasciando la giusta resistenza in serie che dipende dall’impedenza
dell’altoparlante, dallo smorzamento del woofer e dal tipo di stadio d’uscita
dell’amplificatore. Nel caso di cavi di alimentazione invece, il tutto interviene a
modificare il progetto dell'alimentatore dell'amplificatore stesso e
l'intervento e' di tipo diverso influendo sullo smorzamento del sistema.
Tipo di conduttore, schermo, tipo
del dielettrico, diametri differenti, geometrie dei conduttori e dei cavi,
migliaia di combinazioni possibili, senza dimenticare LA LUNGHEZZA degli stessi,
il fare circolare la corrente nello schermo oppure no... alla fine daranno il risultato voluto.
E' da tenere presente che chi
progetta un amplificatore di solito non si pone il problema "cavi utilizzati"
perche' usa di solito un "proprio riferimento" che sa benissimo che non sara'
quello degli altri. Inoltre difficilmente consiglia il cavo di un dato
costruttore se questi non ho stabilito un previo accordo commerciale in merito.
I cavi tra
amplificatore e diffusori non rappresentano una scelta casuale, DEVONO essere
progettati e realizzati in dipendenza di numerosi fattori:
1)
Tipo di amplificatore
- controreazionato o meno:
Un cavo ZERO ohm
favorisce il mantenimento dello smorzamento massimo. Ma chi e' colui che che
smorza il WF nello stesso modo in cui smorza il medio? Non mi intendo molto di
trattori, ma penso che nessun costruttore di trattori utilizzi gli stessi
ammortizzatori per le ruote anteriori e quelle posteriori! compreso il concetto?
Se lo smorzamento rimane lo stesso (molto alto), il medio stridera', ed gli
acuti saranno inascoltabili.
- a valvole o allo stato solido:
Nei circuiti valvolari
in S.E. esiste un trasformatore di uscita. Nelle valvole il rapporto di
trasformazione e' elevato (uscita dell'anodo ha un'alta impedenza e quella del
diffusore e' solitamente bassa). Non e' un caso che una volta si adottavano
altoparlanti a 16 ohm. Cio' comportava almeno di rimanere in un rapporto di
trasformazione nell'intonro del 10: 1 invece che 20:1, che non e' poco. In
un S.E a transistor il rapporto di trasformazione e' al massimo 1:1, 1:2 o
1:3. Molto basso. Che significa tutto cio'? Dato che il numero di spire aumenta
con il QUADRATO del rapporto di trasformazione, per costruire un trasformatore
per un S.E. a valvole che deve pilotare un AP da 8 o 4 ohm, il numero di spire
del primario e' MOLTO, MOLTO ELEVATO, diventa problematico costruirlo, le
sezioni dei fili diventano molto fini ed aumenta la resistenza serie e
anche del secondario segue la stessa regola, diminuendo in modo marcato il
fattore di smorzamento. Non e' un caso che di valvolari che mantengano bene il
carico ne esistano pochini, così come per l'estesa risposta in frequenza (parlo
sempre senza F.B). Nel caso di un S.E. a transistor, si possono costruire
trasformatori con sezioni di filo dal doppio al triplo del diametro, con una
bassa resistenza che poi sara' molto meno problematica nel corretto
smorzamento verso l'AP. Corretto non significa altissimo, ma significa CORRETTO.
- con uscita a trasformatori e non
2)
Tipo di diffusore
- cassa bass-reflex, chiusa o con caricamento a tromba
posteriore
- caricamento frontale a tromba o a radiazione diretta
- numero di altoparlanti coinvolti nel sistema
- mono o biwiring
- multiamplificazione o amplificazione singola
Chi vende dei cavi senza chiedere nulla di tutto questo e quindi senza sapere nulla di
come affrontare questo problema, direi che cerca solo di vendervi qualcosa. Non
dico che non ci sarà una differenza udibile, ma certamente non saprete se questo
è davvero il “miglior suono” che possa uscire da quel particolare sistema. Ora,
se andate là fuori e comprate semplicemente il cavo più costoso, o il meglio
recensito che c’è sul
mercato e lo connettete al vostro sistema senza aver prima considerato nessuno
dei punti precedenti… bè forse state gettando soldi.
Dovremmo
comunque sempre considerare il fatto che sebbene si possa trovare una quantità
di cavi “esoterici” sul mercato (che costano quanto una mezza Ferrari al metro)
nessuno vi da’ garanzia alcuna che essi possano essere adatti al vostro
sistema, tenendo presente appunto che la vs. e' una SITUAZIONE RELATIVA. Se
spostate il tutto, forse, da un'altra parte detti cavi di alimentazione (ma
anche quelli dei diffusori) potrebbero non andare piu' bene. Inoltre va considerata anche l'impedenza su cui essi lavorano.
Son
quasi sicuro che alcuni di voi si stanno chiedendo:
si vabbe' ma sto rdc che cosa utilizza nella sua
sala audio?
Ehh,
ragazzi miei, voi vorreste che io vi dicessi che uso
cavi fatti a treccia infinita con rame tornito su Giove, e
che le presiere di rete che utilizzo le hanno
progettate sulla Luna (intesa come satellite della
Terra e non come disco da guardare quando si e'
innamorati), ma invece no, non e' così.
Utilizzo cavi per computer (1,5 euro/cad) e ciabatte
di rete da 4,5 euro comperate al GS o all'AUCHAN (solo
quando sono in offerta, perche' a 7 euro non le
compero), e se le mie amplificazioni dovessero
suonare male con quella roba... le butterei.....
(intendo le mie amplificazioni chiaramente, mica le
presiere di rete)
invece
sembrano resistere (nel bidone dell'immondizia fuori
di casa non ho ancora trovato un Blu Eyes, ma
nemmeno un diffusore che lavora per me, e nemmeno le presiere
poverine).... e sembrano continuare
a funzionare a meraviglia.
questa
che vedete poco di seguito e' una mia configurazione
standard.... ma non angustiatevi, se avete
ampli che consumano qualche chilowatt, e' giusto che
il vs. cavo di alimentazione sia un po' piu' grosso,
quanto non so, chiedetelo al costruttore del vs.
ampli perche' sono sicuro
che molti di voi, dopo aver sostituito i cavi,
sapranno con che plettro ERIC CLAPTON sta suonando.
Voi
sapete vero che l'utilizzo di un tipo di plettro
di un certo spessore o di uno spessore di poco
diverso e di un dato materiale cambia il suono
delle corde della chitarra? Vero che lo sapete?
Cambiando l'uso di un plettro, a parita' di
chitarra, a parita' di corde a parita' di sala di
audizione, a parita' di distanza di ascolto... a
parita' di brano da eseguire, a parita' di esecutore
.... il suono cambia, non ci credete?
ma di
quanto cambia?
di un
CASINO.
Io di
solito ne ho in tasca 5 o 6 di tipo diverso e 3 o 4
piu' nuovi di scorta nel
portafoglio.... (dato che se e' troppo usato gia'
con lo stesso plettro, e' un guaio) non si sa mai...
basta
sceglier il plettro giusto per il momento giusto.
Quindi
deduco che a VOI, dopo aver sostituito il vs.
cavo di alimentazione, si apra un mondo nuovo,
e riusciate a riconoscere a menadito l'incisione e
... ma che dico... il plettro
usato da Eric Clapton sulla sua MARTIN 00028
EC con corde MARTIN scalate a 012" vero?
???
|