Pre-phono BLU EYES RUBINA

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Pre-Phono BLU EYES RUBINA

 

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dal 1-11-2005

 

 

Royal Device prephono Rubina

di Giovanni Aste

Intro

Royal Device è una realtà relativamente giovane, almeno per quanto riguarda la rete delle reti, se non vado errato è presente nel Web dal 2000 o giù di lì.

Il suo "cervello", Roberto delle Curti, ha però le idee ben chiare su ciò che riguarda la riproduzione musicale in tutti i suoi aspetti. Sul sito infatti troviamo una linea ormai praticamente completa che va dagli stadi phono, ai preampli, integrati, finali (SS e tubi) e diffusori. Tutta una serie di oggetti interessanti a prezzi che definirei "da beneficenza". Quello che mi attre di più è il kit Erica a 599 Euro…… Per quanto riguarda la filosofia di Roberto vi rimando, ma tanto lo avrete già fatto...... , alla visita diretta del suo sito www.royaldevice.com dato che riassumere tanta materia in quello che, per forza di cose, sarebbe uno striminzito riassunto, mi sembra veramente un peccato, in generale, e comunque una mancanza di rispetto verso chi ha tanto lavorato.

Questo che mi accingo a provare è il secondo oggetto di Roberto che ascolto; le prime furono una coppia di Laura a casa di un comune amico (ora meglio conosciuto come "Black Noise" J ) e devo dire che fu amore a prima vista.

Quindi se tanto mi da’ tanto….

 

Costruzione

Il pre phono Rubina è un oggetto FICHISSIMO!

C’e’ poco da dire.

Le foto che qui trovate non rendono minimamente l’idea di cosa sia in realtà: un lingotto d’acciaio lucidato a specchio pesante come se fosse pieno e che e’ un piacere da guardare e da toccare. A parte gli scherzi il pre è veramente ben realizzato e fornisce un’impressione di solidità e concretezza. Il circuito è, seguendo la filosofia RD, assolutamente senza controreazione, neanche locale anche se, ad onor del vero, dobbiamo dire che in un pre ci saremmo meravigliati del contrario. E’ composto da due stadi di guadagno implementati a FET con in mezzo la rete equalizzatrice RIAA, totalmente passiva e composta da resistenze di precisione all’1% e condensatori in polipropilene ALIANTE AUDIOCAP.

Il guadagno dichiarato è di 54 dB, diciamo quindi un 500 volte, piu’ o meno. Ok per una MM ma una MC come la mia 103 passerebbe da 0.3 mV a 150mV, un pò troppo poco per entrare direttamente in un pre, in questo caso occorre uno step up (poco male).

Suono

Collego il pre nell’impianto e lo lascio cuocere per una settimana, tanto e’ ovvio che questo e’ un oggetto da lasciare sempre accesso, sempre che non partiate per il Burundi o dormiate nello stesso locale, in questo caso, col suo occhione blu non vi lascerebbe dormire J .

Inizialmente, tanto per essere sicuro del contrario, provo ad utilizzarlo senza step up. Niente da fare, funzionare funziona, ma dire che lo si sminuisce e’ fortemente riduttivo.

Avuta conferma di ciò che immaginavo collego i TI209 e riparto.

Che dire? Suona bene, ma molto bene. E’ il classico oggetto che ti invoglia a sentire un disco dopo l’altro senza stare a pensare a coglier questo o quel particolare. Bassi? Li ha, potenti e rotondi, Alti? Pure, estesi il giusto e ricchi, Medi? Le voci sono bellissime. La grana? Fine quanto basta, certo si potrebbe far meglio, ma ad altri prezzi. Scena? Ampia il giusto e molto, molto profonda. Dinamica? Ottima.

Insomma c’e’ tutto?

No, c’e’ di piu’.

C’e’, come dicevo, quella naturalezza, quella facilità di emissione, quella vivacità che vi invoglia a sentir musica al di là dei soliti, triti, ritriti e, lasciatemelo dire, anche un po’ pallosi, nostri "parametri" d’ascolto J . E questo, secondo me, è il pregio maggiore che un oggetto hifi possa avere.

 

Conclusioni

E’ uno degli oggetti migliori che mi sia capitato di provare, in assoluto. Ha molti pregi di cui vi ho già parlato e ne ha un altro che non ho ancora menzionato, il prezzo.

Costa l’enorme cifra di 249 Euro, 482000 delle vecchie lire. Vi posso assicurare che solo a vederlo, come è costruito, dovrebbe (badate bene che ho detto dovrebbe, non potrebbe) costare il doppio. Se lo ascoltate vi accorgerete che potrebbe costare anche qualcosina di più.

Devo continuare?

Doppio Ascolto

Di Bebo Moroni

Avrei poco da aggiungere all’eccellente disamina che di questo piccolo splendido pre-phono ha già fatto Giovanni Aste, se non fosse che per alcuni oggetti – che si distinguono per un miracoloso equilibrio tra manifattura, prestazioni pure e prezzo d’acquisto- è bene a mio avviso sottolineare e ribadire, onde non vadano a finire nell’ormai immenso calderone dei prodotti che “hum..però suonicchia”. Forse l’equivoco maggiore di cui tutti, indistintamente, siamo stati vittime e artefici negli ultimi dieci anni, è stato quello di considerare, a fronte di un passato in cui gli apparecchi potevano anche suonare malissimo o non suonare ( quasi) affatto, con benevolenza tutta quella pletora di apparecchi “suonicchianti”, che in fondo non rappresentavano una truffa per l’acquirente, e sembravano, innalzando comunque lo standard qualitativo e portandolo ad una media accettabile, poter essere di beneficio a questo mercato. E così è stato per qualche anno: il pubblico, in fondo, è stato educato ad ascoltare meglio e a pretendere almeno “quello” standard qualitativo. Il problema è che poi, nella grande maggioranza dei casi, non si è voluti andare oltre, molti produttori si sono accontentati del “suonicchiante” ma non dei guadagni che il “suonicchiante” poteva portare, e, complice ( a mio parere involontaria, almeno nella sua parte più sana) gran parte della stampa di settore ( in tutto il mondo) il “suonicchiante” è assurto al ruolo di hi-end, insistendo su un equivoco di liberalità: ovvero che chiunque è ( logicamente) autorizzato a dire la sua, e anche, grazie alla diffusione massiccia della rete internet, a dirla in pubblico. Così abbiamo scoperto che le verità in hi-fi sono molte di più di quelle che liberalmente avevamo accettato ( trombe no elettrostatici, valvole no transistor, analogico no digitale e via via tutte le sfumature) sino ad arrivare al paradosso che un mercato la cui base andava ( per fortuna il trend si sta invertendo) via via scemando, proponeva continuamente nuovi marchi e prodotti, compiendo un’iperbole liberista: un prodotto (differente) per ogni testa, e più o meno tanti marchi per quanti clienti. La Babele del fordismo!


Ben vengano dunque, e siano accolti da trombe e srotolamenti di tappeti rossi, quei prodotti che ristabiliscono le giuste proporzioni ed offrano reale e concreta qualità ad un pubblico il più ampio possibile. Ed è questo il caso del Rubina Blue Eye.
La scelta semi-minimalista di rinunciare ad alcuni particolari ( le serigrafie per esempio, la cui assenza è peraltro più che abbondantemente compensata dall’eccellente fattura della scatola, che ha, se permettete, assai più valore estetico di una bella ma costosa stampa) mi trova pienamente concorde, ma ciò che ancor più pienamente mi trova concorde è la qualità sonora di questo pre-phono, davvero ragguardevole, e direttamente paragonabile, ma più spesso superiore, a quella offerta da analoghe realizzazioni di costo sino a cinque volte superiore, talvolta anche sino a dieci.


Il Blue Eye suona limpido e nitidissimo, ha scarsissimo rumore, padroneggia tranquillamente i più ampi picchi dinamici, si dimostra flessibile ( a patto di non usare MC a vera bassa uscita) sufficientemente da garantire la corretta preamplificazione ad un gran numero di testine. E soprattutto di far riscoprire il valore e l’importanza del suono analogico ad una pletora di utenti, che pur avendo fatto o confermato tale scelta, non potevano sapere come suonasse davvero il loro sistema di lettura, a causa degli alti prezzi dei pre-phono “seri” o della mediocre qualità di quelli incorporati in molte sezioni di preamplificazione.
Un pre phono che abbia un tale equilibrio tra trasparenza e spessore, è già di per sé un campione. Al prezzo di vendita previsto è semplicemente un affare che non si può perdere.
Proprio in virtù di queste considerazioni e dell’ormai antica vicinanza, per comune frequentazione della rete, per naturale simpatia, per vicinanza d’obiettivi, tra noi e Roberto Delle Curti, stiamo cercando di trovare un sistema per consentire ai lettori più affezionati di videohifi.com, di acquistare questo oggetto ad un prezzo ancora più conveniente. Prossimamente vi faremo sapere se e come.

B.M.
 

Costruttore : Royal Device

Importatore : -

Sito web : www.royaldevice.com


 
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