Intro
Royal Device è una realtà relativamente giovane,
almeno per quanto riguarda la rete delle reti, se non vado errato è
presente nel Web dal 2000 o giù di lì.
Il suo "cervello", Roberto delle Curti, ha però
le idee ben chiare su ciò che riguarda la riproduzione musicale in
tutti i suoi aspetti. Sul sito infatti troviamo una linea ormai
praticamente completa che va dagli stadi phono, ai preampli,
integrati, finali (SS e tubi) e diffusori. Tutta una serie di
oggetti interessanti a prezzi che definirei "da beneficenza". Quello
che mi attre di più è il kit Erica a 599 Euro…… Per quanto riguarda
la filosofia di Roberto vi rimando, ma tanto lo avrete già
fatto...... , alla visita diretta del suo sito
www.royaldevice.com dato
che riassumere tanta materia in quello che, per forza di cose,
sarebbe uno striminzito riassunto, mi sembra veramente un peccato,
in generale, e comunque una mancanza di rispetto verso chi ha tanto
lavorato.
Questo che mi accingo a provare è il secondo
oggetto di Roberto che ascolto; le prime furono una coppia di Laura
a casa di un comune amico (ora meglio conosciuto come "Black Noise"
J ) e devo dire che fu amore a prima
vista.
Quindi se tanto mi da’ tanto….
Costruzione
Il pre phono Rubina è un oggetto FICHISSIMO!
C’e’ poco da dire.
Le foto che qui trovate non rendono minimamente
l’idea di cosa sia in realtà: un lingotto d’acciaio lucidato a
specchio pesante come se fosse pieno e che e’ un piacere da guardare
e da toccare. A parte gli scherzi il pre è veramente ben realizzato
e fornisce un’impressione di solidità e concretezza. Il circuito è,
seguendo la filosofia RD, assolutamente senza controreazione,
neanche locale anche se, ad onor del vero, dobbiamo dire che in un
pre ci saremmo meravigliati del contrario. E’ composto da due stadi
di guadagno implementati a FET con in mezzo la rete equalizzatrice
RIAA, totalmente passiva e composta da resistenze di precisione
all’1% e condensatori in polipropilene ALIANTE AUDIOCAP.

Il guadagno dichiarato è di 54 dB, diciamo quindi
un 500 volte, piu’ o meno. Ok per una MM ma una MC come la mia 103
passerebbe da 0.3 mV a 150mV, un pò troppo poco per entrare
direttamente in un pre, in questo caso occorre uno step up (poco
male).

Suono
Collego il pre nell’impianto e lo lascio cuocere
per una settimana, tanto e’ ovvio che questo e’ un oggetto da
lasciare sempre accesso, sempre che non partiate per il Burundi o
dormiate nello stesso locale, in questo caso, col suo occhione blu
non vi lascerebbe dormire J .
Inizialmente, tanto per essere sicuro del
contrario, provo ad utilizzarlo senza step up. Niente da fare,
funzionare funziona, ma dire che lo si sminuisce e’ fortemente
riduttivo.
Avuta conferma di ciò che immaginavo collego i
TI209 e riparto.
Che dire? Suona bene, ma molto bene. E’ il
classico oggetto che ti invoglia a sentire un disco dopo l’altro
senza stare a pensare a coglier questo o quel particolare. Bassi? Li
ha, potenti e rotondi, Alti? Pure, estesi il giusto e ricchi, Medi?
Le voci sono bellissime. La grana? Fine quanto basta, certo si
potrebbe far meglio, ma ad altri prezzi. Scena? Ampia il giusto e
molto, molto profonda. Dinamica? Ottima.
Insomma c’e’ tutto?
No, c’e’ di piu’.
C’e’, come dicevo, quella naturalezza, quella
facilità di emissione, quella vivacità che vi invoglia a sentir
musica al di là dei soliti, triti, ritriti e, lasciatemelo dire,
anche un po’ pallosi, nostri "parametri" d’ascolto
J . E questo, secondo me, è il pregio
maggiore che un oggetto hifi possa avere.
Conclusioni
E’ uno degli oggetti migliori che mi sia capitato
di provare, in assoluto. Ha molti pregi di cui vi ho già parlato e
ne ha un altro che non ho ancora menzionato, il prezzo.
Costa l’enorme cifra di 249 Euro, 482000 delle
vecchie lire. Vi posso assicurare che solo a vederlo, come è
costruito, dovrebbe (badate bene che ho detto dovrebbe, non
potrebbe) costare il doppio. Se lo ascoltate vi accorgerete che
potrebbe costare anche qualcosina di più.
Devo continuare?
Doppio Ascolto
Di Bebo Moroni
Avrei poco da aggiungere
all’eccellente disamina che di questo piccolo splendido pre-phono ha
già fatto Giovanni Aste, se non fosse che per alcuni oggetti – che
si distinguono per un miracoloso equilibrio tra manifattura,
prestazioni pure e prezzo d’acquisto- è bene a mio avviso
sottolineare e ribadire, onde non vadano a finire nell’ormai immenso
calderone dei prodotti che “hum..però suonicchia”. Forse l’equivoco
maggiore di cui tutti, indistintamente, siamo stati vittime e
artefici negli ultimi dieci anni, è stato quello di considerare, a
fronte di un passato in cui gli apparecchi potevano anche suonare
malissimo o non suonare ( quasi) affatto, con benevolenza tutta
quella pletora di apparecchi “suonicchianti”, che in fondo non
rappresentavano una truffa per l’acquirente, e sembravano,
innalzando comunque lo standard qualitativo e portandolo ad una
media accettabile, poter essere di beneficio a questo mercato. E
così è stato per qualche anno: il pubblico, in fondo, è stato
educato ad ascoltare meglio e a pretendere almeno “quello” standard
qualitativo. Il problema è che poi, nella grande maggioranza dei
casi, non si è voluti andare oltre, molti produttori si sono
accontentati del “suonicchiante” ma non dei guadagni che il
“suonicchiante” poteva portare, e, complice ( a mio parere
involontaria, almeno nella sua parte più sana) gran parte della
stampa di settore ( in tutto il mondo) il “suonicchiante” è assurto
al ruolo di hi-end, insistendo su un equivoco di liberalità: ovvero
che chiunque è ( logicamente) autorizzato a dire la sua, e anche,
grazie alla diffusione massiccia della rete internet, a dirla in
pubblico. Così abbiamo scoperto che le verità in hi-fi sono molte di
più di quelle che liberalmente avevamo accettato ( trombe no
elettrostatici, valvole no transistor, analogico no digitale e via
via tutte le sfumature) sino ad arrivare al paradosso che un mercato
la cui base andava ( per fortuna il trend si sta invertendo) via via
scemando, proponeva continuamente nuovi marchi e prodotti, compiendo
un’iperbole liberista: un prodotto (differente) per ogni testa, e
più o meno tanti marchi per quanti clienti. La Babele del fordismo!
Ben vengano dunque, e siano accolti da trombe e srotolamenti di
tappeti rossi, quei prodotti che ristabiliscono le giuste
proporzioni ed offrano reale e concreta qualità ad un pubblico il
più ampio possibile. Ed è questo il caso del Rubina Blue Eye.
La scelta semi-minimalista di rinunciare ad alcuni particolari ( le
serigrafie per esempio, la cui assenza è peraltro più che
abbondantemente compensata dall’eccellente fattura della scatola,
che ha, se permettete, assai più valore estetico di una bella ma
costosa stampa) mi trova pienamente concorde, ma ciò che ancor più
pienamente mi trova concorde è la qualità sonora di questo
pre-phono, davvero ragguardevole, e direttamente paragonabile, ma
più spesso superiore, a quella offerta da analoghe realizzazioni di
costo sino a cinque volte superiore, talvolta anche sino a dieci.

Il Blue Eye suona limpido e nitidissimo, ha scarsissimo rumore,
padroneggia tranquillamente i più ampi picchi dinamici, si dimostra
flessibile ( a patto di non usare MC a vera bassa uscita)
sufficientemente da garantire la corretta preamplificazione ad un
gran numero di testine. E soprattutto di far riscoprire il valore e
l’importanza del suono analogico ad una pletora di utenti, che pur
avendo fatto o confermato tale scelta, non potevano sapere come
suonasse davvero il loro sistema di lettura, a causa degli alti
prezzi dei pre-phono “seri” o della mediocre qualità di quelli
incorporati in molte sezioni di preamplificazione.
Un pre phono che abbia un tale equilibrio tra trasparenza e
spessore, è già di per sé un campione. Al prezzo di vendita previsto
è semplicemente un affare che non si può perdere.
Proprio in virtù di queste considerazioni e dell’ormai antica
vicinanza, per comune frequentazione della rete, per naturale
simpatia, per vicinanza d’obiettivi, tra noi e Roberto Delle Curti,
stiamo cercando di trovare un sistema per consentire ai lettori più
affezionati di videohifi.com, di acquistare questo oggetto ad un
prezzo ancora più conveniente. Prossimamente vi faremo sapere se e
come.
B.M.
Costruttore : Royal Device