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GUERRA ALLA CONTROREAZIONE NEGATIVA?
Un paio di mesi fa mi è arrivata una mail dalla Royal Device, marchio
della Aliante Srl che mi preannunciava la costruzione di un pre phono da
parte del vulcanico Roberto Delle Curti. L' idea era quella di un
progetto senza controreazione negativa che, secondo R.D.C. è la maggiore
causa dei mali dell' Hi-fi del nostro tempo.
Devo aver assunto un' espressione di compatimento quando ho letto il
messaggio, visto che tutti sappiamo che progettare un valido pre-phono
non è cosa da tutti, nè di tutti i giorni. Fatto sta che R.D.C., a
conoscenza del fatto che il mio riferimento in materia è uno stimato
apparecchio, decide in questi giorni di farmi provare in anteprima la
sua creazione. Accetto di buon grado l' incombenza con la curiosità che
contraddistingue noi audiofili per le novità.

Cominciamo con una breve descrizione dell' apparecchio, che si presenta
come un mattoncino con le pareti in alluminio da 5 mm di spessore
verniciate in nero "martellato" e coi due frontalini in alluminio colore
argento satinato. Nella parte frontale troviamo l' ingresso per il cavo
di alimentazione e i due connettori RCA dorati di uscita del segnale,
oltre ad un led di un bel colore blu che segnala la messa in tensione
del pre. Nella parte posteriore invece si trovano i connettori di
ingresso e quello di massa, oltre al commutatore MM/MC. Nessun
interruttore per l'alimentazione, bisogna staccare il cavo
dell'alimentatore esterno dalla presa di corrente o dal pre stesso.
Il segnale non compie dunque strani giri all' interno dell' apparecchio,
bensì entra da un lato ed esce dal lato opposto, attraversando i vari
stadi che analizzeremo brevemente. All' inizio troviamo i trasformatori
di ingresso, utilizzati in caso si disponga di una testina MC a bassa
uscita, che sono bypassati in caso la testina sia una MM od una MC ad
alta uscita, ed un primo stadio di amplificazione a FET. Lo stadio
successivo è quello della rete di equalizzazione RIAA passiva, seguito
da un secondo stadio di amplificazione a FET e dallo stadio di uscita.
Qui troviamo la caratteristica principale del Rubina: i trasformatori di
uscita. Secondo il fabbricante i trasformatori di uscita comportano
alcuni atout positivi, tra i quali l' aumento di 6 dB del guadagno senza
aumento di distorsione dovuto alla maggior amplificazione degli stadi
precedenti in caso si usi una testina MC con livello di uscita molto
basso, diciamo sotto gli 0,10 mV, mentre se la testina esce più alta i
trasformatori abbassano l' impedenza di uscita del pre a 600 Ohm,
rendendo meno importante il suono dei cavi collegati. Inoltre i
trasformatori permettono, a richiesta, di ottenere una vera uscita
bilanciata, senza l' uso di operazionali.
L' alimentazione a 24 Volt è separata ed è ottenuta a mezzo di un
classico trasformatore esterno.

Il Rubina viene configurato in fabbrica a seconda delle esigenze del
cliente, quindi si può avere la versione solo MM, senza i trasformatori
in ingresso, risparmiando circa 200 euro sul prezzo della macchina,
oppure si può avere la versione completa, come quella che abbiamo in
prova in questo momento. Per onor di cronaca devo dire che lo sto
sfruttando in configurazione MM in quanto la mia Van Den Hul è una MC ad
alta uscita, da caricare con 47 KOhm. Il vantaggio di effettuare la
configurazione in fabbrica non è da poco, in quanto il pre sarà
ottimizzato nei suoi vari parametri. In caso della versione MM sarà
fatta la taratura del guadagno in base alla tensione di uscita della
testina in possesso del cliente, così come l' ottimizzazione della
capacità in ingresso, tenendo conto di quella richiesta dalla testina,
oltre a quella dei cavi utilizzati.
In caso di versione MC, essendo ininfluente la capacità, le tarature da
effettuare saranno quelle del guadagno e della resistenza di carico.
Ovviamente, in caso di upgrade della testina, si dovrà rispedire in
fabbrica l' apparecchio per le variazioni necessarie. La cosa non appare
troppo grave, trattandosi di una spedizione in Italia, soprattutto
avendo la contropartita di una macchina ottimizzata al 100% sulle
caratteristiche della testina che si possiede.
ASCOLTO
Bene, dopo aver collegato il nostro Rubina all' impianto ed averlo
lasciato riscaldare un po', cominciamo gli ascolti.
Verifico subito che il mio riferimento è forse un po' più silenzioso,
malgrado le valvole, ma ciò si nota solo ruotando il potenziometro dell'
amplificatore in zone per me improbabili. Inoltre le due macchine si
comportano un po' diversamente nel captare i vari disturbi derivanti
dalla rete o da interferenze in radio frequenza. A seconda dei casi uno
va meglio dell' altro, misteri insolubili dell' elettronica.
Passando alla musica, si nota immediatamente un suono caldo, che in
nulla ricorda lo stato solido, soprattutto nella gestione degli acuti,
molto naturali e con gli armonici ben intelligibili. Secondo il
progettista questa caratteristica di naturalezza dell' acuto è dovuta
proprio all' assenza della controreazione negativa. Non mi sbilancio,
non avendo le competenze per farlo; mi limito ad ascoltare i risultati.
Il basso è profondo e ben frenato, mentre la gamma media è
piacevolissima e di grana molto fine. Ad un ascolto "cieco" sembrerebbe
che ci siano delle valvole nascoste, il suono è assai rilassante, a
volte sembra persino meno "strillato" rispetto al riferimento.
Il dettaglio è sempre di buon livello, ed il Rubina non sembra lasciare
nulla nei solchi, dando peraltro l' impressione di soffrire meno i
rumori derivanti dalla lettura del disco. La dinamica si mantiene su
livelli consoni al supporto, mentre l' immagine della grande orchestra
sinfonica appare larga e profonda quanto basta. Forse il suono appare un
po' meno "imperioso" quando si richiedono grossi picchi energetici,
mentre sembra persino un po' più naturale con altri generi musicali,
sempre in confronto al riferimento. Ascoltando per esempio i Weavers
alla Carnagie Hall noto addirittura che le voci sono meglio distinte tra
loro rispetto a quanto ascolto solitamente.
Il piatto "ride" di Cobb in "Kind of Blue" di Davis suona col giusto
peso e si distingue nettamente il rumore del legno della bacchetta. Non
esiste, per ora, incisione digitale che possa rendere la percussione di
un piatto, se ben incisa, con tanta naturalezza. Normalmente ci fanno
ascoltare dei piatti dal suono argentino, magari piacevole ma
assolutamente innaturale. Tanti, forse troppi anni fà, ahimè, provai i
piatti delle migliori marche per cercare di avvicinarmi al suono che
sentivo nei dischi, finchè mi resi conto che non erano i miei piatti a
suonare male, ma quelli registrati, a cui spesso vengono tagliati
brutalmente gli armonici e le naturali riflessioni dell' ambiente,
stravolgendone completamente il timbro.
Mentre scrivo, in questo momento, sto ascoltando un disco per me nuovo,
acquistato di seconda mano insieme ad altri 80 circa, da un amico. E' un
doppio LP "live" di Ahmad Jamal registrato al festival jazz di Montreal
nel 1985, stampa americana Atlantic. Bello e ben registrato, grande
esercizio di tecnica e musicalità, se lo trovate non fatevelo sfuggire.
Il quartetto è piuttosto atipico: piano, basso, batteria e percussioni.
E ADESSO COME LA METTIAMO?
So che voi, vorreste il sangue da ogni recensione, come da uno
spettacolo di gladiatori al Colosseo. Vediamo se vi basta quanto sto per
scrivere.
Se a fronte di un acquisto stessi provando a confronto il mio attuale
riferimento, l' Audio Research PH-3 col Royal Device Rubina non avrei
dubbi, mi fionderei sul secondo, che costa tre volte meno e
probabilmente, nel mio impianto e nel mio ambiente di ascolto, sconfigge
ai punti il blasonato e "valvoloso" avversario. Ma siccome l'acquisto è
stato fatto in passato, la scelta si fa ardua. I due apparecchi, a
livello estetico si presentano come un principe azzurro di fianco al
brutto anatroccolo, o meglio dovrei dire Golia e Davide? Inoltre è
psicologicamente difficile rinunciare ai grossi nomi per sostituirli con
marchi poco conosciuti, così com' è stato difficile confrontare i due
apparecchi cercando di non lasciarsi condizionare dall' immagine, intesa
anche in senso lato. A volte la passione ci porta ad essere indecisi
nelle scelte e l' esperienza di ascolto non pare sufficiente davanti
all' alternativa: cuore o cervello?
E' comunque interessante sapere che ci è dato di scegliere, e verificare
che non è sempre necessario sborsare grosse cifre per avere un qualità
sonora molto alta. Se siete in cerca di buon pre phono ascoltate questo
Rubina assolutamente, prima di decidere. Non sarà uno spettacolo per gli
occhi, nulla viene concesso alla scenografia, ma suona, accidenti se
suona.
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