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la differenza?
Il circuito di figura 1
e' un S.E. a due transistor di uscita. La limitazione del circuito sta nel
fatto che il transistor pilota Q1, così come e' configurato (senza
l'utilizzo di un trasformatore di interstadio), non riesce a
sfruttare, (dato che il suo pilotaggio e' limitato), tutta la tensione di
alimentazione per poter estrarre dalla stessa la massima potenza di uscita
che l'amplificatore potrebbe dare. In pratica rimane sotto utilizzato rispetto
alla stessa alimentazione.
Nel secondo caso, con un
semplice "trucco di fix", e' possibile (dividendo il carico di
collettore del transistor pilota), pilotare appieno il transistor di uscita
Q2, sfruttando al massimo la tensione di alimentazione. La potenza
ottenibile e' piu' alta rispetto al circuito di figura 1.
solo che il circuito
diventa instabile (dato che C11 e' in reazione positiva) e necessita di una
retroazione negativa tra uscita (OUT) e l'ingresso del transistor
pilota (Q1) - (non mostrata) PER POTER STABILIZZARE lo stadio
amplificatore.
Con un trasformatore di
interstadio e' possibile ovviare sia ad entrambi i limiti dettati dei due
circuiti sopraesposti.
chi volesse provare il
circuito di figura 1, per una potenza di circa 4- 5-6 watt in classe A con
soli 3 transistor non ha che da scrivere un e-mail all'indirizzo sotto
riportato, verra' fornito un elenco di componenti e lo schema da
provare. Il costo dei componenti del circuito e' di pochi euro. Il costo
maggiore sono le alette di raffreddamento e l'alimentatore. Sicuramente non
fornisce fastidi all'orecchio come un classe Z , D o T o push pull
controreazionato che sia...
forse scalda un po'...
ma in inverno puo' anche
andare bene....
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