Spumante o Champagne? l'importante che sia di naturalezza divina

 

quando una bottiglia di champagne di classe media puo' far posto ad una classe superiore: la 1a classe in assoluto

 

 

 

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dal 13-12-2007

 

Distributore USA

www.ossaudio.com

 

 alluminio? acciaio? legno? viti? tralci? uve? design di etichette?

grandi marchi?

no, cose semplici e naturali... per una naturalezza divina, nella semplicita' piu' assoluta in un mondo ormai molto abituato agli sprechi ed alle cose inutili

 

 

Be', tutto inizio' quest'estate agli inizi di Agosto, il giorno prima di partire per una settimana di relax sulle Dolomiti.  L'auto era pronta con tutto il suo fardello e ci stava pure la mia MARTIN 00028 acustica, gia' appoggiata sul sedile posteriore. Ma devo dire il vero, non avevo avuto ancora il modo  di trovarmi un amplificatore per elettrificarla,  che andasse veramente bene per "lei" e che fosse pure portatile. Avevo visto dei piccoli "scatolotti" in un negozio di strumentazione musicale, roba cinese, che invade il mercato e che suona decisamente da pena, ma da' il senso della "professionalita' ", con tanto di "scatola nera ricoperta in film plastico goffrato" e finti "salvaspigoli", e manopole per volume, controlli di tono a 5 bande, compresa quella del 40 Hz!!! con un altoparlante forse da 10 cm in scatola da una spanna per una spanna, jack di inclusione di effetto esterno ecc.ecc..

Il Marshall VALVESTATE che ho in sala,  era troppo grande per essere trasportato, sì, ci avevo messo anche le rotelle se e' per quello ma, dato che non c'era piu' spazio nel baule, vi  immaginate a tirarlo come un carrello da campeggio dietro la BMW?

Suonasse bene poi,  ma non riesco piu' a sopportarlo... mmm, e in piu', quando lo accendi fa "rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr", oppure "cheeeeeeeeeeeeeennnnnnnnn", avete presente?

Come facciano a costruire questi generatori di ronzio non lo so. Sì, in effetti costruirli e' facile, e' venderli che mi lascia perplesso. L'unica cosa che si salva forse e' l'unita' di riverbero interna e il cono CELESTION da 12 pollici. Gia' lo avevo smontato per  rifare tutte le masse sul Circuito stampato tirate un po' a caso e come viene. Il ronzio si e' ridotto certo,  ma sempre efficacemente fastidioso.

Esclusa quindi la possibilita' di tirarlo dietro l'auto come una roulotte e visto che il TIR appresso per spostarlo non ce lo avevo, ho escluso l'idea.

Scendo in garage per guardami un po' in giro e vedere se mancava qualcosa da infilare negli ultimi rimasugli di spazi del baule, insieme alla piccola valigia ed il resto.

Volevo caricarmi anche qualche bottiglia di vino per la settimana e casualmente (si fa per dire), l'occhio cade su una cassetta in legno di un paio di bottiglie di rosso italiano, che non avevo mai buttato (intendo la cassetta, non le bottiglie che ormai erano forse solo nell'antichita' della memoria). Era lì con dentro delle cianfrusaglie. Casa vinicola "NERA", della Valtellina. Era lì che diceva: be' che aspetti? datti da fare no? in fondo prima della partenza mancano ancora un po' di ore. Per metterci le cianfrusaglie usi una scatola di cartone no?

In effetti, non mi sono lasciato coinvolgere dalle stupidaggini audiofile, e nemmeno da quelle scritte a chiare lettere dappertutto come "applicazione rigorosa di dette stupidaggini", ma mi sono lasciato andare un po' alla mia esperienza ed alla semplicita' delle cose.

Mi piaceva l'idea della "portatilita'", della "FONO VALIGIA" (ve la ricordate?), ed anche di un diffusore dentro ad una scatola di vino come gia' avevo fatto quando avevo 16 anni dopo essere tornato dall'Australia. Mi ero costruito due diffusori con due cassette in legno fatte per alloggiare due bottiglie di vino, recuperando 4 altoparlanti,  TUTTI rigorosamente DIFFERENTI tra loro, da diverse radio a valvole e che i nostri nonni chiamavano gli "AUTOPARLANTI delle ARADIO" ricordate? Bellissimo

poi, riempiendo un po' le cassette con cotone idrofilo (avevo sentito che così era meglio) e finalmente collegate poi al mio RADIO  REGISTRATORE portatile SANYO (75.000 lire del '70),  da un MONO ci tiravo fuori uno "STEREO". E chi li aveva i soldi per un vero stereo a cassette? Io no.

Che tempi erano quelli, si costruivano i radiomicrofoni per metterli nella camera delle ragazze quando si andava in ferie insieme in montagna con l'oratorio, per poter ascoltare cosa si raccontavano tra loro di noi ragazzi, e li si piazzava sotto il cassettone della loro camera, infilati dentro la classica scatoletta di cartone delle MARLBORO con 4 transistor, un microfono, un pezzo di filo ripiegato per antenna  ed un circuito (che ai tempi era fuori dalla realta'), che spegneva automaticamente il trasmettitore dopo 4 ore per non consumare la pila da 9 volt e che in stand-by consumava 9Volt/10 megaohm, cioe' 0,9 microampere contro i 20 milliampere del trasmettitore, ed il circuito di spegnimento/attivazione era grande circa 1,5 cm quadrati e spesso meno di mezzo centimetro.

Poi, il giorno dopo, scappatina veloce prima di cena, in 3 o 4 in camera loro a fare un po' di casino, uno distraeva un po' le presenti, e l'altro schiacciava il pulsantino delle Marlboro e ZAC, altre 4 ore di trasmissione che veniva radioregistrata dal SANYO. La legge della "privacy" non c'era ancora nel 1971,

e poi, quando le ragazze sentirono la cassetta, ci facemmo delle immense risate, ma dopo averle tenute in "SUSPENCE" per mesi, asserendo che esisteva una registrazione a loro insaputa!

Ci ridevano dietro.

Immaginate la loro faccia quando un bel giorno, in una riunione, salta fuori il SANYO e facendo CLICK sul play,  inizio' la serie di "confessioni"?,

urla  e stridore di denti ...

oggi si e' perso il bello della semplicita', tutto e' scontato ed a portata di mano, si usano le videocamere sui telefonini.... ma che gusto c'e'.

Son capaci tutti così...

Che tempi.... fresare e molare le capocchie in plastica dei transistor e segarci le gambette per farci star dentro il tutto. Oggi sapete chi e' stato il precursore degli SMD.

Così, un po' nell'idea delle cose belle e semplici, un po' con quella di rivivere certe fantastiche ed emozionanti  esperienze passate, presi la cassetta di legno della NERA e mi misi ad assemblarla, in quello che poi divento' l'amplificatore da chitarra portatile per le ferie.

Un bel 17 cm cono in carta (quello delle ERICA HORN da 96 dB, poi sostituito con lo stesso con rifasatore a FUNGO FRONTALE)  ed un TW VIFA che avanzava e che si era leggermente bollato sulla superficie della membrana (ma poi ben ripristinato e con segata la flangia perche' non ci stava). Poi un bel circuito BLU EYES calibrato per 40 Watt su 3 ohm (30 watt su 4 ohm), trasformatore di alimentazione esterno e poco ingombrante e ZAC, poche ore dopo era pronta una favola di amplificatore  in SINGLE ENDED senza controreazione alcuna in CLASSE A alla massima potenza di uscita, che come rumore di fondo fa:

"                                   "

non siete riusciti a leggere il rumore?

Ed infatti così e', sia con connessa la MARTIN che sconnessa. Non credevo alle mie orecchie.

Troppo bello per essere vero....

inserisco la jack con un po' di timore, alzo il volume piano piano, sento che la chitarra e' amplificata, ma attendo, cerco il plettro in tasca dove non mancano mai, scelgo quello giusto, una pennata ed ecco il Marshall che scompare in meno di mezzo microsecondo dall'anticamera del cervello.

Poi lascio il plettro e via con STAIRWAY to HEAVEN (che non e' solo una canzone dei LED ZEPPELIN).

che favola.... non ci credevo...

La parte interna dell'"amp-valigia" si apre posteriormente, così da poterlo posizionare anche vicino al muro, creando una sorta di riflessione posteriore. L'apertura e' a PIACERE. Uno lo apre e lo chiude come e quanto vuole, così al limite prende anche aria (se poi serve, dato che scalda praticamente nulla). L'aletta e' un pezzo di alluminio da 5 mm di spessore e basta per i 40 Watt in CLASSE A pura alla massima potenza.

Voi vi chiederete cosa c'entra lo CHAMPAGNE?

In effetti all'inizio non c'entrava nulla, pero' una volta arrivati a destinazione, trovai in cantina, un'altra cassetta di legno (appunto di champagne, vuota naturalmente), da cui pensai di ricavarci solo la parte di chiusura per applicarla sul fronte del mio "amp-valigia". Chiesi a Paola (Paola e' mia moglie), se dovevo verniciarla o dare una mano di impregnante, ma lei disse: e' bello così com'e', e così rimase, con due chiusure, una di fronte ed una posteriore.

Alla fine ottenni:

1 - la chiusura frontale dove, in caso di trasporto, non si rischia di infilarci la punta dell'ombrello nel WF o nel TW quando riponi tutto di nuovo nel baule.

2 - un controllo della direttivita' frontale del suono emesso.

In pratica la parte apribile frontale, se messa a 180° o a "V" rispetto al fronte dell'amplificatore, ne aumenta l'efficienza del sistema, in soldoni, si sente piu' forte e carica anche di piu' il basso. La parete posteriore, se esiste, ed il pavimento (se si pone per terra) aumentano la sonorita' riflessa (in ambiente normale) creando una sorta di riverberazione. Poi uno se la gioca come vuole. Del resto, tutti gli amp per chitarra sono aperti dietro, mica li chiudono in bass reflex. Chiaro no?

Ma quello che conta e' che suoni bene, ma bene bene.... cioe', con una naturalezza divina...

EDO, ci sei?

Lui, ma anche altri lo hanno sentito. Una dinamica da sballo (e' un dipolo). E gia' nella mia sala completamente insonorizzata, fa esplodere letteralmente la MARTIN. Una timbrica eccezionale anche se sulla chitarra e' montato, per ora,  il solo pick-up piezo. Vedremo di aggiungerci anche il microfonino interno (come del resto ha anche la MARTIN 00028 di Eric Clapton). Ma quella, sara' una cosa da fare con piu' calma. Inoltre in commercio, quell'aggiunta e' fatta con un mixerino ad operazionali SMD - ma avete presente? Quando sara', vedremo di fare qualcosina di meglio del commercio.

Per ora, mi diverto gia' anche così.

Alla fine, forse molti non lo  sanno, ma il BLU EYES era nato come amplificatore per chitarra,

poi qualcuno, quando lo ascolto' nella prima versione in stereo - posto su un pezzo di legno- gia' con alimentazione induttiva,  disse che era sprecato per un'applicazione così banale. Quando e' pronto, mandamelo mi disse.

In effetti poi, viste le premesse,  il progetto prese una via diversa, che conoscete, ma ora siamo ritornati al PRINCIPIO.

e che PRINCIPIO...

 

 

 

 

Poi, staccato il cavo della chitarra,  il tutto viene richiuso, davanti e dietro, e cio' che rimane e' solo una "cassetta di CHAMPAGNE" appoggiata al bancone, un po' come tanti pacchi regalo che vi auguro abbiate in questo periodo appoggiati qui e la' in casa vostra.

Un sereno Natale 2007 a tutti quanti e... mi raccomando

non buttate le casette di legno del vino o dello champagne sul fuoco del caminetto... potrebbe uscirne un buon diffusore...

non ci credete?

 

 

Dopo le prime due lettere c'e' un numero, poi la chiocciola (at) poi il sito

 

 

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