AMPLI  con F.B.

un vero BUCO nero

La fossa dei leoni... e' ancora realta'... uscirne e' impossibile per voi..... uno slogan falsita'..... Il NS. CARO ANGELO.... si ciba di radici e poi......lui dorme fra i cespugli e sotto gli alberi .......ma SCHIAVO non sara' mai..... (Lucio Battisti)

 

Hit Counter

dal 3-6-2006

aggiornato 10-9-2006

prossimamente - misure a banco dell'impedenza di uscita su un ampli con F.B. misurata a regime transitorio

-----Messaggio originale-----
Da: mauroxxx@tiscali.it
Inviato: mercoledì 31 maggio 2006 20.08
A: rdc
Oggetto: Delle Curti su VideoHifi

Ciao Roberto

Siccome sei stato tirato in ballo,di nuovo,  e c'e' qualcuno che dice che sbagli nel misurare la corrente di feedback ti riporto quanto detto:

 
Ecco una risposta a chi gli chiede un parere sul valore e significato dei grafici sul tuo sito e delle misure:

Premetto che un parere scatenerebbe le ire dei fedelissimi. Consentimi però una discussione tecnica con un esempio (reale, con la musica).

Diffusore due vie senza crossover: Prendi un woofer a doppia bobina. Ad una bobina connetti i morsetti dell'ampli e l'altra la colleghi al tweeter (mediamente deve essere 6 decibel più sensibile del woofer) Cosa senti? Un due vie completo! Man mano che sale la frequenza il tweeter inizia a suonare. Misura la tensione ai suoi morsetti. Cosa vedi? Un filtro passa alto, perchè l'induttanza parassita del woofer consente un passaggio di tensione alternata maggiore con le alte frequenze.

[RDC ] Questo non dimostra nulla. Si potrebbe controbattere dicendo che il TWEETER NON SUONA a frequenza bassa, semplicemente perche' e' un suo limite. Nulla piu'. Altrimenti lo useremmo al posto di un Woofer. Questa cosa succede anche se lo connetti diretto all'uscita dell'amp (rischiando di romperlo perche' non sopporta alte potenze), non serve metterlo su una seconda bobina di un AP. Se alla seconda bobina dell'AP ci connetti un Woofer, inizi a sentire da 40 Hz.

Ora pianta un chiodo nella membrana del woofer e bloccalo in qualche maniera in modo che la sua membrana si fermi per sempre.

[RDC ] Infatti, questo e' il normale modo in cui si ascolta la musica su un 2 vie. Si prende un chiodo e lo pianta nella membrana del woofer o lo si blocca con la mano. Ma aveva scritto: un esempio (reale, con la musica) !!!! mbo...

Cosa senti? Il tweeter attenuato, perchè la doppia bobina del woofer continua a fare il suo mestiere di trasformatore. Non sta trasducendo alcuna forza controelettromotrice, visto che la membrana è ferma, sta passando il segnale da una bobina all'altra, con una impedenza di uscita uguale alla Re del woofer ed un carico uguale alla Re del tweeter. Da qui l'attenuazione di circa 6 decibel in caso di valori di Re simili. Cosa se ne trae? Niente! Solo che la misura di Delle Curti, vantata come rivelatrice, non è corretta.

[RDC ]Il discorso sopra riportato non dimostra nulla. Secondo te, se un amp pilota un carico resistivo e l'onda quadra in uscita e' perfetta, serve a dimostrare che se e' perfetta anche ai capi di un altoparlante, l'altoparlante allora e' un carico resistivo puro? Non mi sembra. Non e' svincolando le 3 differenti misure fatte che si tende a capire cosa sta succedendo all'uscita dell'AMP.

E delle altre due misure che si dice?

Al riguardo di cui sopra, lo sanno tutti che la seconda bobina fa da secondario. Ma la sua energia e' riportabile al primario (e' un trasformatore 1:1)  quindi la cosa vale anche per il SINGOLA BOBINA, ma usando un mono bobina non si sarebbe potuto connettere ad un secondo amp per fare la seconda prova, dove anche essa tende a mostrare che il segnale non viene cortocircuitato e torna all'ingresso del secondo amp, e non tanto a verificare il valore della FEM come dato assoluto. Nessuno sta dicendo che l'AMP N.1 in questo particolare caso non stia fornendo piu' potenza, dato il carico delle due bobine (una con l'aria ed la seconda con l'impedenza di uscita del secondo AMP).

Inoltre lo sanno tutti che se blocchi il WF succede cio’ che dice questo signore, ma questo vale appunto per l’alta efficienza dove la membrana (QUANDO SI ASCOLTA MUSICA, SENZA USARE CHIODI o senza bloccarla con le mani) si muove pochissimo, invece con diffusori a bassa efficienza CIO’ NON AVVIENE appunto perche' invece la membrana si muove parecchio di piu'…. e l’ampli in questo caso in piu’ non riesce a fornire potenza perche’ il carico p.e. a 250 Hz rimane completamente REATTIVO…mentre se la membrana non si muove o si muove pochissimo appunto, il carico dell'altoparlante tende a diventare RESISTIVO (la fase della corrente tende ad andare in fase con la tensione applicata, e cambia la curva dell’impedenza) e quindi l’AP assorbe piu' potenza. Che GRANDE cosa l'ALTA EFFICIENZA! Per il resto NESSUNO PENSO metta chiodi nel WOOFER per bloccarlo quando ascolta MUSICA..!! Aldila' del costo.... il woofer lo lascia muovere come deve altrimenti poi CON LA BASSA EFFICIENZA la MUSICA e' DIFFICILE che riesca a sentirla.

Si sta dicendo in pratica cio' che tutto il mondo ormai conosce.. gia' Klipsch lo affermava 50 anni fa per altre cose: L'ALTA EFFICIENZA (membrana che tende a non muoversi) SUONA MOLTO MEGLIO della BASSA EFFICIENZA, lui lo diceva per la distorsione dell'AP in funzione dell'escursione, io lo affermo per la FORZA CONTROELETTROMOTRICE INDOTTA PRODOTTA che e' MOLTO inferiore se l'AP tende a NON MUOVERSI. E se si muove molto poco, ma molto poco, inoltre nel regime transitorio, e' dimostrabile che L'INERZIA MECCANICA DELLO STESSO e' piu' BASSA, rispetto a quando si muove p.e. fino a meta' corsa. Quindi: DISTORSIONE INFERIORE.

 Questo signore aggiunge:

"Adesso prendiamo un mono bobina con un Q meccanico elevato ed una Mms di almeno 30 grammi, metti un cilindro di cartone sulla cuffia e dall'altra parte del cilindro di cartone (che pesa pochi grammi e non DOVREBBE interferire con la Mms, metti un secondo woofer identico al primo ma collegato all'amplificatore. Pilota il woofer "attivo" con un paio di volt a frequenze mediobasse (250 Hz) e connetti il woofer "passivo" all'oscilloscopio. Notiamo una tensione "gagliarda" ai capi del woofer passivo. Questo woofer lo possiamo così inquadrare come un generatore dall'impedenza di uscita di 6,3ohm (resistenza elettrica del woofer stesso). La Fem prodotta vale:

Eb = BxL x wX x cos (wt) dove BxL è il fattore di forza, wX è la pulsazione moltiplicata per lo spostamento e cos(wt) è l'ampiezza istantanea della velocità ".

[RDC ]TUTTO CIO' DETTO SOPRA SONO SOLO supposizioni. TANTE BELLE supposizioni, NON CONFORTATE DAI FATTI. Quella e' una formula per il regime SINUSOIDALE (Coseno di (omega  t) e' un termine a regime statico non TRANSITORIO - vedi incorniciato a lato) e personalmente ASCOLTO MUSICA cioe' TRANSITORI che si susseguono, non mi metto mai ad ascoltare sinusoidi.

COME FUNZIONA UN MOTORE

La stessa formula (quella per il regime sinusoidale) vale sia se il woofer viene mosso da un agente esterno (senza applicare una tensione elettrica ai suoi morsetti), sia quando  viene invece mosso da una tensione elettrica sinusoidale. L'energia ricevuta e l'energia data e' la stessa (tolta quella per farlo partire e quella per mantenerlo in funzione che se ne va per effetto Joule).

Quindi, quanto vale l'energia prodotta dal Woofer quando questo viene mosso mediante l'applicazione di energia elettrica? E quanto impiega ad iniziare a muoversi?

Avete presente una dinamo della bicicletta? Ebbene. Se la si fa muovere produce energia, e se si applica tensione invece questa si mette a girare diventando un motore in C.C. (motore in corrente continua)

Chi ha lavorato in applicazioni sui motori in C.C e C.A., sa benissimo (si vede all'oscilloscopio), che se si usa un MODULATORE a SCR per fare girare un motore in C.C. (Azionamento in CC a diodi controllati - vedi connessione di potenza sul disegno seguente), quando si spegne il DIODO SCR1, quello che si vede all'oscilloscopio e' la tensione generata dal MOTORE che, per INERZIA continua a ruotare, attendendo l'accensione del DIODO SCR2 della fase successiva di rete che gli dara' un'altra spinta per continuare nel suo moto rotatorio. 

La tensione generata a vuoto dal motore, quando gli SCR sono spenti, tolta l'energia spesa per iniziare a farlo girare, e' di poco inferiore a quella fornita. Basta fare l'integrale (anche solo grafico) delle due funzioni. Quella del motore e' una retta, quella dell'SCR e' approssimabile a due triangoli.

Mentre il motore continua a girare per inerzia, questi fornisce energia mentre i diodi controllati SCR sono momentaneamente spenti. In questo caso, a chi fornisce energia il motore?

La corrente che scorre nel motore, visualizzata dal grafico IM, e' SOLO quella fornita dalla rete a 50 Hz al motore, quando il diodo SCR1 e' acceso, che si ripete quando si accende il diodo SCR2 (ma non riportata sul grafico).

Nel caso in cui, si spenga di botto l'azionamento, e nessun altro SCR fornisse energia al motore, per fermare il motore e' necessario mettere in parallelo una resistenza che assorba l'energia che il motore sta generando (in questo caso funziona da dinamo).

Nel caso invece di funzionamento regolare (azionamento che fornisce energia ad ogni semionda), quando i diodi SCR sono spenti, il motore vede un'impedenza alta verso la rete (cioe' non fornisce energia alla rete elettrica). Questo e' assimilabile ad un altoparlante che una volta mosso, non abbia nulla su cui scaricare la sua FEM, perche' istantaneamente sconnesso dall'uscita dell'ampli.

Il pensare che l'uscita dell'ampli con controreazione abbia sempre la stessa impedenza di uscita ( molto bassa), che assorba l'energia prodotta dall'AP, e' solo una dolce chimera. Nel regime transitorio infatti, l'impedenza di uscita di un AMP con controreazione passa da un valore di decine di milliohm (misurabile e calcolabile per il regime statico, dove la controreazione EFFETTIVAMENTE fa il suo lavoro) al valore di alcuni ohm (dove la controreazione NON FA il suo lavoro, in quanto MOMENTANEAMENTE sconnessa dall'AMP dato il ritardo INGRESSO-USCITA di QUESTO che MAI e' uguale a ZERO - facilmente misurabile - vedi foto all'oscilloscopio piu' avanti in Fig.3). La brusca variazione dell'impedenza di uscita, che avviene ad ogni transitorio, non aiuta certo il buon suono, anzi...

e la musica e' SOLO SEQUENZA "INFINITA" di TRANSITORI.

 

 

Ritornando alla mail che mi hai girato, caro Mauro, in essa NON si riporta nessun parametro che  mostri il RITARDO del WOOFER ad entrare in azione rispetto alla tensione applicatagli che lo pilota a REGIME TRANSITORIO. Da cio' non e' possibile risalire ALLO SFASAMENTO dell'ENERGIA da esso prodotta per effetto dell'INERZIA MECCANICA dello STESSO. SOTTOLINEO a  REGIME TRANSITORIO.

E non si mostra tra le altre cose come questa venga MANGIATA dalla BASSA IMPEDENZA(?) DI USCITA dell'amplificatore (diversa a regime transitorio, rispetto al valore del regime statico sinusoidale). Se VERAMENTE così fosse (cioe' sempre bassissima), mettendo insieme in parallelo all'uscita dell'AMP, una resistenza da 39 ohm ANTIINDUTTIVA, nulla succederebbe, ed INVECE che succede? Succede che la FEM che torna dal WOOFER viene in parte cortocircuitata dalla resistenza parallelo, che, nonostante il valore ELEVATO (39 ohm in confronto con 0,1 ohm della presupposta impedenza dell'amp!!!!), fa il suo DEGNO LAVORO: PULISCE il SUONO. E le centinaia di persone che che mi hanno postato OGGI LO SANNO perche' HANNO PROVATO.

Mi piacerebbe vedere invece che delle formule, (dato che nelle formule vanno messi dei valori REALI, non ipotetici e poi confrontati con cosa esce dall'AMP), vorrei vedere dei bei GRAFICI all'oscilloscopio, con tanto di prove, come mostrate sulla pagina controreazione  con tanto di banchi di misura su regime transitorio PSEUDOCASUALE, dove p.e. 5 transitori successivi COMPLETAMENTE DIFFERENTI tra loro, si susseguono SOVRAPPONENDOSI, prima dell'esaurimento del primo del secondo e del terzo magari.

domanda: perche' non lo pilotiamo con 100 WATT a REGIME DINAMICO/TRANSITORIO? invece che con un paio di VOLT (meno di 1 watt!!) a regime SINUSOIDALE?. Perche' ci si continua  a nascondere dietro un WATT SINUSOIDALE se poi si usano bassa efficienza e ampli da 100, 200 e 400 Watt con della MUSICA? e vogliamo andare a vedere che succede quando la membrana viene BRUTALMENTE mossa da un  REGIME TRANSITORIO?

Oppure mi si sta dicendo che se la mia auto a 100 Km/ora sbanda di brutto in curva (regime dinamico oltre che transitorio), devo andare a 10 Km/h su una strada diritta (regime statico) e lo si vuole dimostrare su un foglio con tanto di formule? Scusate, ma io questa auto NON LA COMPERO.

NOTA 1: Se vado con un auto a 100 all'ora costanti, posso attraverso una formula (spazio/tempo) calcolare la velocita' istante per istante e vedo che essa e' SEMPRE 100 all'ora. E potrei anche vedere che il consumo e' costante (es. 10 Km con 1 litro).

Ma con la stessa formula non riesco a vedere cosa ESATTAMENTE e' successo durante l'accelerazione brusca da 0 a 70 Km/h, e la successiva brusca frenata da 70 Km/h a 40 Km/h, ed alla successiva accelerata da 40 a 80, ed alla successiva brusca frenata da 80 a 30 ecc. fino a quando sono arrivato finalmente a velocita' costante ai miei sperati 100 Km/h in autostrada. (con la formula spazio/tempo, lo potrei vedere solo in modo relativo e troverei che p.e. non c'e' proporzionalita' tra il tempo intercorso tra 40 ed 80 e quello tra 60 e 100 - differenza di velocita' sempre 40 Km/h, ma tempi diversi nei due casi)

I consumi nel regime transitorio (accelerate/brusche frenate) se lo verifico e' molto piu' alto, e tutte le volte che acceleravo, fornivo energia al motore, e quando frenavo l'ho sprecata (viene RICEDUTA in modo diverso da quello da me auspicato).

Se voglio frenare bruscamente da 100 Km/h a Zero in modo istantaneo, esiste UN SOLO MODO: sbattere contro un palazzo in cemento armato. Ma il palazzo, se non si e' spostato comunque avra' dei danni.

Lo stesso avviene per un altoparlante in REGIME TRANSITORIO PSEUDOCASUALE (MUSICA) connesso all'uscita di un AMP. Nel primo transitorio accelero la membrana fornendo ENERGIA, in un successivo transitorio DIFFERENTE  la freno (non ha importanza se avanti o indietro perche' cio' e' relativo all'ultima posizione assunta dal cono, e non al passaggio per lo zero della membrana, esattamente come per l'esempio dell'automobile). Vedi p.e. il punto Ga dove si passa da un'accelerazione ad una frenata, ma poi il segnale elettrico continuera' in accelerazione. L'energia, in caso di frenata, VIENE RESTITUITA, in PARTE all'aria in parte all'AMP ed in parte in calore.

L'energia restituita e' generata in RITARDO, dato che l'AP ha un'inerzia meccanica a rispondere, anche in quel piccolo punto. Esattamente come un'auto, rispetto ad essa cambiano i tempi ed i valori, ma i concetti sono identici.

Nessun AMP e' in grado di frenare totalmente questa energia che gli ritorna, lo sanno fare bene a regime statico, lì fanno poca fatica (i consumi sono bassi come a 100 Km/h e l'AP trova un SUO EQUILIBRIO), ma a regime TRANSITORIO MUSICALE, i valori sono molto differenti, gli amp fanno fatica.

Alcuni AMP (tutti quelli con controreazione), nel tentare di CONTROLLARLA BENE (questa energia), non sanno esattamente come comportarsi, nel momento in cui dall'acceleratore tolgo il piede e lo metto sul freno. In questo lasso di tempo, cosa succede? la risposta la trovate piu' avanti nella NOTA 2 e NOTA 3.

Vogliamo continuare a provare con formule di velocita' costante per  calcolare i consumi e le energie del regime transitorio?

Vogliamo sostenere che esistono amp che CONTROLLANO l'AP e si comportano come palazzi in cemento armato? Anche essi risentono dei danni. La fisica vale ovunque.

Cosa fa un amp senza controreazione alcuna? Bhe', forse  non avra' la "pretesa di dettare legge" all'AP come fa un palazzo in cemento armato (cioe', lo rispetta un po' di piu'), ma sa come "trattare" con lui nel migliore dei modi, specialmente quando il piede passa dall'acceleratore al freno e viceversa. Un momento in cui, PURTROPPO, l'auto e' controllata solo dal freno motore e non dal piede dell'autista (cioe' chi presuppone di guidare l'auto a suo piacimento = quello che vorrebbe fare SEMPRE la controreazione su un AMP). MA esiste sempre un momento nella vita, in cui non siamo padroni delle ns. azioni. E' solo la razionalita' dell'uomo che pensa di poterlo fare. Stessa cosa in un impianto audio con Feed Back.

Che significa tutto cio'? l'AP NON e' lineare in funzione dell'escursione della membrana se e'  in regime TRANSITORIO e se si muove tanto (a REGIME TRANSITORIO), detto altoparlante non lo controlla minimamente nessuno, neanche un ampli da 1 kilowatt e neppure se utilizzate quintali di controreazione.

L'altoparlante, durante un TRANSITORIO,  fa' quello che vuole lui e se si TENTA di controllarlo IN REGIME STATICO si CREA una DISSIMMETRIA tra i due REGIMI, con conseguente MANCANZA TOTALE di COERENZA del segnale riprodotto. E si sente....

questa la cosa importante... si sente.....

Volete farmi vedere delle misure con un ampli controreazionato che all'ingresso NON ha il segnale dell'uscita? perche' non lo fate invece di continuare a portare formule per il regime sinusoidale.

Qui sotto e' riportata una bellissima onda quadra  che torna  all'ingresso dell'amp CON  CONTROREAZIONE che si sovrappone alla sinusoide che entra in quel momento distruggendone la coerenza del segnale.

FIG.1 - vedi per ogni spiegazione controreazione parte 3a.



Ora misura la resistenza di uscita di un ampli, poniamo uguale a 0,1 ohm
... ecc.ecc.

questo è il link della discussione

http://www.videohifi.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=36798&whichpage=15&ARCHIVE=

ciao Mauro

[rdc] scusami Mauro, ma il link non l'ho letto. Sono stanco di correre dietro a chi  si diverte a fare prove "piantando chiodi nel woofer" per vedere di capire cose ovvie che si sentono ad orecchio, cioe' quando DAVVERO si ASCOLTA MUSICA CIOE' quando vige il REGIME TRANSITORIO.

vorrei solo precisare una cosa riguardo i soliti 0,1 ohm che qualcuno sempre prende in considerazione come impedenza di uscita di un amp, una volta erano pochi milliohm, oggi fortunatamente siamo arrivati almeno a qualche centinaia di milliohm. Pero' non si riesce con dette formule a dimostrare perche' una 39 ohm in parallelo, faccia quel lavoro di cui si parla piu' sopra (0,1 ohm in parallelo a 39 ohm = 0.0997442 ohm cioe' l'impedenza e' cambiata di SOLI 0,0002558 ohm !!! E riesce a pulire il suono facendola in barba alla bassa impedenza di uscita dell'AMP? POSSIBILE tutto questo? A quanto pare sì.... quindi..  Pensate che la cosa si SENTE BENE anche mettendo solo una 100 ohm in parallelo all'uscita !!! ed in questo caso l'impedenza di uscita scende da 0,1 a 0,099900099, cioe' cambia di 0,000099901 ohm !!! cioe': meno di 9 centesimi di MILLIOHM!!!!

traete voi le vs. conclusioni.

Un ampli da 100 watt che da’ 28 Volt eff su 8 ohm (ammesso che su 4 ohm sia in grado di dare 200 watt e su 2 ohm sia in grado di dare 400 watt e poi per forza di cose va in LIMITAZIONE), la corrente massima che puo’ dare su 2 ohm e’:

I = (W = IX R)  I = Radice (400 watt / 2 ohm )   = 14,14 ampere eff su REGIME STATICO e

la tensione sul carico e’ = 2 ohm x 14,14 A = 28,28 Volt

bene, ma questo deve valere sia a 1 KHz che a 20 KHz, ma NON basta.

andiamo oltre.

Se ora mentre sta erogando la corrente di 14 ampere su un carico di 2 ohm, mettiamo di botto in cortocircuito il carico (vedi Fig. 2) e supponiamo che la corrente non SCENDA, ma ALMENO la mantenga costante (Cosa che di solito e’ BEN lontana dalla realta’), significa che i  28 volt finiscono sulla IMPEDENZA di USCITA ZU dell’AMP che per continuare a dare 14 ampere deve per forza di cose essere UGUALE A 2 OHM. Se la corrente invece scende (cosa NORMALE)  mettiamo a 7 ampere (altrimenti i transistor di uscita magari scoppiamo 28 x 7 ampere) = 196 watt sui transistor!!!) l’impedenza ZU in quel momento e’ = 28 / 7 = 4 ohm !!!!!!!!!

 

FIG.2

PURTROPPO LA COSA NON E’ ANCORA FINITA QUI

Perche’ stiamo parlando SOLO  ANCORA di REGIME STATICO, perche' nel momento in cui va in cortocircuito il carico (cosa che un po' succede - ma mica solo un po'- quando l'AP si muove DA UN TRANSITORIO A QUELLO SUCCESSIVO, cioe' CAMBIA LA SUA IMPEDENZA), dicevo succedono cose MOLTO STRANE......

LA CONTROREAZIONE non fa piu' per bene il suo DOVERE ed a poco valgono alti valori di SLEW RATE di un amp.

se si pilota un ampli con controreazione, ad esempio con 1 watt a regime sinusoidale a 1KHz  e lo si confronta (attraverso dei diffusori) con uno che non ha controreazione alcuna, NON SI  SENTE NESSUNA DIFFERENZA...

 La differenza all’orecchio si sente APPUNTO sul REGIME DINAMICO

cioe' sulla MUSICA - sequenza continua di transitori

per meglio comprendere prendiamo ad esempio la seguente foto,

dove il segnale generato dal WOOFER (traccia sotto)  viene messo in CORTOCIRCUITO dall’IMPEDENZA di USCITA dell’AMP (vedi  controreazione parte 3a banco di misura in FIG. 3.2.2). La forma d’onda e’ quadra. E si vede (freccia rossa) che in quel momento l’AMP NON RIESCE a cortocircuitare il fronte d’onda dell’onda quadra, ma riesce SOLO DOPO il transitorio, cioe’ riesce solo quando il regime e’ DIVENTATO STATICO (freccia bianca).

ORA, nel regime transitorio, l’impedenza di uscita a quanto si vede e’ molto piu’ elevata….!!! e li vedi tutti quei bei picchi, indicati dalla freccia rossa, che non dovrebbero esserci? Bene durante un programma musicale se ne susseguono un'infinita'. Ed il ns. orecchio sai che fa? Schiatta ... gia' semplicemente schiatta.

Ora si capisce come mai una 39 ohm in parallelo faccia un buon lavoro. Il parallelo da considerare e' sull'impedenza ISTANTANEA ASSUNTA dall'AMP nel regime transitorio. Ed in questo caso detto picco si abbassa, ma non e' ELIMINABILE completamente a meno di non  mettere DAVVERO in CORTOCIRCUITO L'USCITA dell'AMP. Ma non uscirebbe musica e normalmente l'AMPLI scoppierebbe .

Fig.3

NOTA 2: l'impedenza di uscita ISTANTANEA dell'AMP, calcolabile durante il picco indicato dalla freccia rossa, altro non e' che l'impedenza dell'amp senza ramo di controreazione. Si dimentica continuamente, che ESISTE un RITARDO tra l'INGRESSO e l'USCITA dell'AMPLIFICATORE ad ANELLO APERTO. E' questo che provoca il NON FUNZIONAMENTO della CONTROREAZIONE in quel PUNTO/MOMENTO. E' come se in quel momento fosse SCONNESSA (cioe' come nell'esempio dell'auto a NOTA 1, si passa con il piede dal freno all'acceleratore e viceversa).

 E continuamente ci si dimentica che qualsiasi AMP ad alto guadagno, gia' a 1-2 KHz inizia ad avere un ritardo tra INGRESSO ed USCITA. A nulla vale che il ritardo del ramo di controreazione (per riportare il segnale di ingresso) sia ZERO. Il danno ormai e' fatto. Ed e' inutile dire che un AMPLI senza controreazione alcuna distorce in ARMONICA e quindi serve la controreazione per PULIRLO. Fare un OTTIMO AMP senza F.B alcuno si puo' . BASTA VOLERLO e saperlo fare.

Anche la controreazione locale porta indietro parte del segnale, altrimenti non si chiamerebbe controreazione negativa.

Un ampli senza F.B. alcuno, anche se ha un ritardo INGRESSO/USCITA, non e' affetto da questo funzionamento anomalo. Lo stesso vale per il ritardo ingresso/uscita di trasformatori NON INSERITI in anelli di controreazione.

NOTA 3: in regime sinusoidale a 2 o 3  KHz, l'effetto di cui sopra, NON E' facilmente VISIBILE ma ESISTE. Il fatto che non sia facile da vedere non significa che NON c'e'. Una sinusoide, che ha il suo massimo dv/dt nel passaggio per lo ZERO - (nei primi 45° elettrici), a 10 KHz ha gia' un fronte molto ripido (valutabile in meno di 2 microsecondi)  che mette in crisi l'amp con F.B. se questa per caso arriva come sequenza ad un transitorio precedente.

Caro Mauro,

se vuoi chiedi di portarti delle misure di un amp che a regime transitorio MANTENGA l’impedenza a 0,1 ohm (si dimostra con il banco di misura di cui sopra in FIG.1)

dove per esempio l'onda quadra a 10 KHz, INIETTATA sul Woofer e' stata cortocircuitata SOLO A 0,62 VOLT (che poi ti ritrovi sull'ingresso attraverso il ramo di controreazione) e non a 0,001 VOLT come ci piacerebbe vedere. E dove si vede chiaramente che nei picchi transitori l'impedenza e' nettamente piu' elevata e quindi altra cosa deleteria e' che e' VARIABILE. Ma ne avevamo gia' parlato mi sembra ...

oppure che ti mostrino come detto amp (quello con controreazione - scelto da voi ) sia in grado di cortocircuitare fino a ZERO VOLT effettivi e perfettamente visualizzati all'oscilloscopio, un segnale di 21 volt picco/picco ad onda quadra proveniente dall’AP o da un'altro generatore e cio' lo mantenga a qualsiasi frequenza e con qualsiasi altro tipo di segnale.

va visto LO SFASAMENTO dell'ENERGIA prodotta dall'ALTOPARLANTE per effetto dell'INERZIA MECCANICA dello STESSO a REGIME TRANSITORIO, non l'energia prodotta dall'Altoparlante a REGIME SINUSOIDALE, quando il transitorio e' ESAURITO.

Vogliamo fare un piccolo passo avanti per capire perche' la controreazione distrugge la coerenza del segnale?

Si sta facendo ancora una grossa confusione tra:

1 – GROSSE SCATOLE per amplificare  sinusoidi a regime STATICO... (facili da costruire fino a diversi kilowatt) e che comunque non riescono a cortocircuitare la FORZA CONTROELETTROMOTRICE dell'AP a REGIME TRANSITORIO (vedi foto sopra).

e

2 – riproduzione per la musica (SOLO TRANSIENTI), amplificatori forse troppo difficili da concepire per chi usa solo concetti matematici di vecchia generazione limitati all'intorno.

..... e mi sembra che noi  ascoltiamo MUSICA e non SINUSOIDI. E la differenza si sente.

se non si vuole fare un passo avanti sul regime transitorio, che si sappia almeno che il regime SINUSOIDALE a me interessa in modo molto relativo, dato che ascolto musica. Io non so cosa ascoltino i "sig.ri delle formule matematiche per regimi sinusoidali" e dei "chiodi nel WOOFER", e personalmente non mi interessa proprio. Con lo stesso metodo (stesse formule) si dice che i crossover a 6dB/ottava sfasano a 45°!!! Peccato che la corrente a regime transitorio non segue il regime statico sinusoidale e quelle formule valgono solo ad esaurimento del TRANSITORIO STESSO. CIOE' QUASI MAI nella musica ed anche questo si sente.

So di certo che i "SINUSOIDALISTI STATICI" non si "convertiranno" a quanto sopra esposto (facciano un po' quello che vogliono), ma almeno che la gente sappia che la MUSICA E' SOLO TRANSITORI e che le cose sono molto diverse dal modo in cui ci hanno fatto credere fino ad oggi. Infatti esiste l'eterna diatriba tra ascoltoni e misuroni....chiedetevi perche'.

pensare che e' così facile da capire...

ciao

r ...

mentre voi discutete.... me ne vado a cogliere le ciliege in campagna e le metto sotto grappa.

Quelli che mi han chiesto da ieri le ciliege sotto grappa stan diventando veramente tanti... le ciliege ci sono, ma vanno colte se le richieste continuano a crescer e la grappa.......aimhe'...

 
t