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Perche' un
trasformatore di uscita trasforma il suono
A che serve tutto cio'?
Semplicemente per due cose
fondamentali che intervengono sul suono:
1 - scegliendo la giusta
impedenza di uscita si puo' regolare lo smorzamento del sistema AMP- diffusore.
Cosa sempre critica e lasciata alla speranza ed ai cavi, a volte anche ai
miracoli.
2 - rendere l'impedenza
dell'ampli piu' vicina a quella del diffusore, favorendo una riduzione del
ritorno della Forza controelettromotrice dell'AP verso l'amplificatore.
Amplificatori con uscita in tensione (teorica impedenza di uscita prossima allo
ZERO [magari fosse] e teorici amplificatori con uscita in corrente con impedenza
prossima all'infinito [ magari fosse], sono comunque completamente DISADATTATI a
pilotare un altoparlante, figuriamoci un sistema di altoparlanti. Il
trasformatore, utilizzato come adattatore di impedenza (vedi teorema di Carson
sul massimo trasferimento di potenza), non risolve completamente il problema, ma
ci si avvicina molto. E la differenza si sente.
3 - conservare la massima
potenza nell'intorno della curva media relativa all'impedenza del
diffusore.
sì. erano solo due cose e ne
ho dette 3...ma ce ne'e una quarta...
4 - il trasferimento del
segnale non avviene in modo diretto, ma indiretto: cioe' attraverso un flusso di
TRASFORMAZIONE ELETTROMAGNETICA..
gia', chi se ne frega dira'
qualcuno...se e' diretto e' meglio...
se non ci sono condensatori
sulla linea di segnale e' meglio,
se il cavo e' ZERO OHM e'
meglio... e via di questo passo..
e chi lo ha stabilito? MOSE'
sul monte Sinai?
quando si capira' perche'
Mose' scese dal monte Sinai con il Volto ILLUMINATO, si capira' anche perche' il
FLUSSO DI TRASFORMAZIONE ELETTROMAGNETICA migliora il suono
....e qualcuno oggi fa anche
a gara a cambiare i NUCLEI ed il rame con l'argento... (mahh.. un po' illusi
forse).
Abbiamo parlato di
controreazione totale e locale e di quanto
queste siano SEMPRE dannose in applicazioni audio, nonostante di ampli con F.B.
locali o totali se ne continuino a costruire, ora parliamo di una argomento piu' scottante.....
LO
SMORZAMENTO dell'AP
Ampli che forniscono
la potenza nominale su 8 ohm e il doppio su 4 ohm, ed il quadruplo su 2 ohm e
l'ottuplo su 1 ecc, (con curva di carico limite tendente al paradiso e 15
milioni di transistor di potenza in uscita montati su quintali di alette),
normalmente pilotano in modo "anomalo" il diffusore, presentando grandi
variazioni di smorzamento in funzione del carico che quest'ultimo presenta.
Ma siamo sicuri che questa sia la strada
corretta per ottenere un buon suono dal ns. diffusore?
Adottando un trasformatore
di uscita, il comportamento dell'ampli verso il diffusore e' completamente
differente (basta inserirlo tra i morsetti di uscita ed il diffusore, dopo
opportuna configurazione e verificare cosa succede al suono). Provare per
credere (in effetti e' possibile
utilizzarlo anche all'uscita di qualsiasi amp a Stato Solido anche con F.B. per
fare una prova di ascolto, mica e' vietato - si tiene a precisare che i
trasformatori non sono in vendita per questa applicazione).
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Con il trasformatore
Royal Device BE50 appositamente studiato, e' possibile SCEGLIERE diverse
soluzioni nell'intorno
della curva media dell'impedenza del proprio diffusore , adattando al massimo lo
smorzamento del sistema audio, in funzione della distorsione prodotta
da un eventuale sotto o sovra-smorzamento del sistema AMPLI-CAVI-DIFFUSORE. E
anche, e perche' no, del proprio gusto sonoro. Nel riquadro giallo e' possibile
vedere la lista delle impedenze nominali nell'intorno p.e. di 3,5 e 8 ohm
(la maggior parte dei diffusori).
In un diffusore dove l'impedenza media e' nell'intorno o mediamente poco
superiore ai 6 ohm, e' possibile p.e. scegliere tra ben 8-9 soluzioni di adattamento (vedi
riquadro giallo - colonna 3, nell'incorniciato BLU). Non proprio poco....
In questo caso, scegliendo la
prima configurazione (CONFIG 4 - USCITA 1), si ha uno smorzamento minore
rispetto alla configurazione CONFIG 5B - USCITA 1. Quelle intermedie forniscono
altre soluzioni possibili di massimo adattamento.
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L'impedenza e' espressa
in ohm |
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Il nuovo trasformatore BE51 ed il
BE50/1 rende
possibile inoltre la connessione sdoppiata e disaccoppiata delle uscite per un
pilotaggio dei due driver in modo separato (un simil BI-AMP eseguito sullo
stesso amplificatore - si risparmia un amp e crossover elettronici
controreazionati). In pratica il trasformatore fornisce due uscite separate
(vedi schema) connettendo il WF su un morsetto ed il TW su uno di impedenza
leggermente diversa (nell'intorno della configurazione scelta - nel BE 51 sono
piu' di 40 - qui non riportate).
Cio' rende
possibile un "SIMIL BI-AMP", cioe' una regolazione diversa dello smorzamento dei
due driver, e la separazione "virtuale" degli stessi. Avviene così una riduzione
della distorsione dovuta alla connessione diretta tra i due (evitando così ancor
di piu' rispetto al normale BI-wiring la compressione del
suono in gamma media), nonche' l'ottenimento di eventuali attenuazioni o leggere
esaltazioni dell'emissione di un driver rispetto all'altro al fine di ottenere
il miglior adattamento verso il proprio locale di ascolto. E' ovvio che e'
possibile anche avere le stesse impedenze di uscita e lo stesso livello sempre
con due secondari separati.
Ricordo a questo proposito che usando un
trasformatore, il segnale passante usufruisce di un circuito magnetico per il
suo trasferimento, con tutti i vantaggi del caso. Un disaccoppiamento tra
due driver attraverso due secondari diversi non e' come mettere un ponticello
piu' lungo al posto delle lamelle poste sulla morsettiera del Bi-Wiring. |
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Tutto questo volendo si puo'
ottenere nei
nuovi amplificatori
BLU EYES serie 30
e 50. Nel manuale dell'ampli vengono forniti tutti i disegni
esplicativi con tutte le configurazioni possibili (vedi sotto - tabella a destra). L'impedenza minima (in
rosso), e' quella sulla quale l'ampli garantisce ancora il massimo della potenza
rispetto all'impedenza nominale scelta.
Forse finalmente un ampli
universale senza nessun F.B?
Ah..no, .... dimenticavo. Costruire
un ampli senza F.B. alcuno (nemmeno locale) da 100 o 150 watt e' possibile se si
utilizza un buon trasformatore di uscita e il circuito
BLU EYES in classe A con regolazione dinamica senza aggiunta di altri
milioni di transistor di potenza... ma inutile per un ascolto "in-house"
anche con casse a bassa efficienza. Forse pero' per la mia
Stratocaster.. e perche' no...?! Al BE 100 ci siamo arrivati.. per i 150 mahh..
mai dire mai pero'
QUANDO
L'ORECCHIO e' in GRADO di SENTIRE OLTRE I 20 KHz.
La
mancanza di controreazione totale e locale innalza (a livello uditivo) la
dinamica di circa 10 volte rispetto a un controreazionato di cui si e' costretti
ad abbassare il volume perche' fastidioso all'ascolto e questo il FONOMETRO NON
LO SA. Perche'?
La risposta e' da ricercare
nella banda passante udibile dall'orecchio e come questo la percepisce.
Esistono due scuole di
pensiero sulla massima frequenza udibile dall'orecchio. Qualche decennio fa si
insegnava che l'onda quadra all'uscita di un amp, piu' era perfetta e meglio
suonava l'ampli, questo perche' così tutte le armoniche potevano essere
riprodotte in modo corretto.
1 - Ma se l'orecchio e'
riconosciuto come limitato al massimo a 20 KHz, come la mettiamo? A che serve
tutto cio'?
2 - Altri dicono che non e'
vero, ma che il corpo umano riesce a "percepire" anche oltre i 20 KHz, chi lo
dice non lo sa spiegare e la medicina classica (fate l'esame uditivo)
continua a dire che non e' vero e verifica solo fino al quel limite.
Dove sta la verita'?
Sta in un "luogo di
conoscenza" molto piu' semplice di cio' che si possa immaginare.
Come si fanno gli esami
audiometrici? Con sinusoidi a regime costante facendo una spazzolata in
frequenza.
Come si misurano gli
amplificatori controreazionati a banco? (sì, vabbe', anche quelli senza
controreazione e di solito dalle misure ci si spancia dal ridere, ma mica tanto
pero' con un Blu Eyes - vedere
misure).
Di solito si misurano con sinusoidi o segnali costanti, ma
anche con onde quadre che avendo fronti di salita ripidi superano (con le loro
armoniche) i 20 benedetti KHz, ed allora ritorniamo al punto 1. Speriamo che
prima o poi i luminari della scienza e della tecnica superino questi obsoleti
metodi e passino a provare gli ampli direttamente connessi ad un ALTOPARLANTE e
non ad un carico SIMULATO... ripeto: ALTOPARLANTE oppure AUTO-PARLANTE (cioe'
che parla da solo o che si monta in auto - mi raccomando sceglietela bene,
l'auto intendevo....possibilmente che si possa m0ntare un impianto a
metano...) .. erano divagazioni sul tema....
quindi?
l'orecchio sente oltre i 20
KHz o no?
semplice risposta:
Sì, sente oltre i 20 KHz e
parecchio,
ci sono diverse prove che lo
possono dimostrare:
Un LP riproduce sempre
meglio un violino rispetto ad un CDP, che e' limitato in frequenza a 20 kHz per
limite ad esso imposto. La differenza e' udibile sempre con qualsiasi registrazione
(non e' necessario avere lo stesso pezzo da confrontare), lo
stesso vale per l'ascolto anche di altri strumenti ad arco o Trombe o Sax che
siano, dove la fondamentale puo' essere gia' molto elevata in frequenza e se
mancano le armoniche superiori (oltre la 4 e 5 e 6 e via così dicendo) la
differenza e' subito udibile. Ma tanto...
Quindi?
Quindi il problema sta nel
costanza del segnale.
Se il segnale e' costante,
dopo un certo tempo l'orecchio INTEGRA e NON ASCOLTA PIU'. Cioe' se e'
infastidito, abbassa la soglia di percezione attraverso il cervello. Se non e'
infastidito la alza.
Fate caso: se vi
addormentate e qualcuno poco dopo parla improvvisamente anche a voce bassa
in vs. presenza (che intanto dormite), la cosa vi da' fastidio, a volte diventa insopportabile,
mentre con lo stesso livello sonoro il fastidio non c'e' se siete svegli.
Ma se il segnale che vi
disturba, diventa costante, voi vi adattate e vi riaddormentate (p.e. l'audio
della TV quando finiscono le trasmissioni), cioe' abbassate la soglia uditiva.
Quando pero' il sonno prende il sopravvento lo stesso livello diventa di nuovo
insopportabile (il cervello rialza la soglia uditiva) e dovete spegnere la TV (sarebbe bello spegnerla per sempre)
Questo ci aiuta a capire
che la soglia uditiva varia a seconda del tipo di segnale preso in
considerazione e dello stato del cervello.
Cio' significa inoltre che
se ascoltate un AMPLI controreazionato NON con SINUSOIDI (che sono segnali costanti
nel tempo), ma
con un programma musicale che varia invece continuamente nel tempo, dopo un po'
vi da' fastidio. Provate per credere.
La DISTORSIONE TEMPORALE e
la Distorsione di Intermodulazione DINAMICA creano armoniche oltre lo spettro
dei 20 KHz (teoricamente oltre l' udibile considerando la banda 20-20 KHz per
segnali costanti). Esse infastidiscono a livello cerebrale l'ascolto.
Ricordo che
i concetti di distorsione
di intermodulazione dinamica
e
Distorsione TEMPORALE
sono diversi. La prima e' una distorsione introdotta dall'amplificatore con
CONTROREAZIONE su
segnali impulsivi quando questo e' connesso ad un carico. E' il ritardo di
andata dell'amplificatore che provoca questo, dato che il ramo di F.B.
normalmente e' formato da semplici resistenze (che si presuppone non abbiano
ritardo). La correzione sul segnale di ingresso avviene in ritardo (piccolo ma
esiste anche su carico resistivo puro ed e' di norma dettato dalla banda
passante ad anello aperto dell'ampli stesso, ed e' per questo che tentano di
progettare ampli con banda infinita, per ridurre questo problema, ma e' una
guerra persa: piu' si allarga la banda e piu' si alza il guadagno a bassa
frequenza (frequenze audio) e piu' si deve controreazionare... perche' le cose
semplici non vengono capite? E' una questione fisica. Ne riparleremo presto...
spero
Essa (la
distorsione
di intermodulazione dinamica) non
tiene conto (almeno per come e' stata considerata fino ad ora), della
connessione ad un Altoparlante.
La
Distorsione Temporale
(introdotta e scoperta da Roberto Delle Curti qualche anno fa) invece oggi
sappiamo che e' provocata dal ritorno fuori fase e
IN RITARDO nel tempo della forza
contro-elettromotrice indotta prodotta dall'Altoparlante (vedi
controreazione parte 2a), dato che e' il
segnale dell'altoparlante che e' prodotto in
ritardo, e NON i cavi di connessione che hanno un
ritardo o l'anello di F.B. (staremmo freschi se così fosse)
tutto qui:
Quindi riprendendo il
discorso dell'orecchio e cosa questo sente, possiamo dire che la differenza di
percezione sta nel
tipo di segnale: cioe' se e' costante o variabile.
Un segnale impulsivo in
pratica NON viene integrato dal cervello, semplicemente perche' non fa in tempo
ad adattarsi, così come una lumaca non fa in tempo ad accorgersi che accanto a
lei e' scoppiata un bomba (mentre una rondine al contrario percepisce la cosa
prima ancora che l'esplosione si sia completata).
Piu' segnali impulsivi,
DIVERSI tra loro, con armoniche estese oltre il fatidico limite di 20 KHz, sono percepibili
benissimo a livello cerebrale.
Se questi segnali inoltre, sono INCOERENTI con i segnali nella
banda 20-20KHz (cioe': prodotti da agenti esterni - distorsioni introdotte
dal circuito di amplificazione, rispetto al segnale acustico da riprodurre) il cervello lo percepisce come fastidio e vuole o abbassarne il
volume di emissione oppure lo abbassa lui internamente. Da qui potete capire
anche perche' una modifica su un
CD
Player fatta con lo ZERO OVERSAMPLING alla fine produce fastidi.
Un segnale costante anche
solo a 18 KHz, gia' e' difficile da ascoltare. Dopo pochi istanti il cervello lo
"nega" perche' gli da' fastidio.
Inoltre, molte delle storie
raccontate sul dover scaldare BENE gli amplificatori per parecchio tempo prima
che questi inizino a suonare bene, altro non e' che l'adattamento dell'orecchio
a quel fastidio (dopo un quarto d'ora ci si e' adattati al fastidio). Alcuni
costruttori dicono di non spegnerli mai, altri che devono essere accesi almeno 2
giorni prima (sì, ci facciamo la prenotazione prima del week end per un ascolto,
ma dai..)
Per esserne certi esiste una
prova inconfutabile:
Accendete il vs.
l'amplificatore ed andatevene a dormire per qualche ora. Al ritorno, fate
partire il CDP o l'LP. Se non sentite fastidio SUBITO dall'inizio,
significa che e' vero che quell'ampli si deve scaldare prima di suonare bene. Se
sentite fastidio, significa che l'ampli suona male e il fatto di farlo scaldare
nulla cambia...
provate con un Blu Eyes!!!
... e
sentirete la differenza...
dopo un minuto suona subito
bene senza farlo scaldare... perche'? Chi ce l'ha forse non lo sa, pero'
lo sperimenta tutti i giorni... (che fortuna)
Forse abbiamo chiarito
finalmente un altro problema "scottante" (o scaldante) riguardante l'ascolto
e anche perche' il FONOMETRO queste cose non NON LE SA.
Quindi la dinamica che lui misura e' solo quella da sveglio, perche'
quando dorme, lui e' spento e non misura nulla, ma il mio orecchio invece sì!!!
Ditelo ai misuroni fonometrici e sinusoidometrici
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In figura
la struttura del trasformatore Royal Device BE50
e BE51, da 50 watt nominali,
utilizzato nei modelli 30 e 33 |
In
figura come risponde un diffusore in funzione dello smorzamento prodotto
dall'ampli. Curva 2 quella corretta, Curva 3 sistema sovra smorzato
(poco basso e compressione anche della gamma media), Curva 1 sotto
smorzato (bassi lunghi e fastidiosi, alta distorsione di
intermodulazione in gamma media). Dai 200 Hz in su, anche piccole
variazioni di risposta non visibili sul grafico, introducono serie quantita' di distorsioni perfettamente percepibili ad orecchio. Per la
serie: prendere le misure con le molle.... o saperle leggere per quello
che sanno dare, non per quello che mostrano. |
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