Impedenze di uscita BLU EYES

Quando un trasformatore fa la differenza: come adattare l'impedenza di uscita del Blu Eyes, variando lo smorzamento del sistema, senza l'utilizzo di F.B. alcuno

 

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dal 24-9-2005

Gli amplificatori BLU EYES implementano trasformatori di uscita ROYAL DEVICE, appositamente studiati, che  forniscono piu' di 30 possibilita' di adattamento di impedenza tra l'amplificatore  e i propri diffusori.

Perche' un trasformatore di uscita trasforma il suono Quando l'orecchio e' in grado di sentire oltre i 20 KHz
Lo SMORZAMENTO dell'AP Grafico dello smorzamento del diffusore
Il trasformatore di uscita Royal Device BE50 Tabelle di configurazione dell'impedenza di uscita del BLU EYES
Il trasformatore di uscita Royal Device BE51 Lo schema elettrico degli ampli BE 30-33 con trafo di uscita BE50

Perche' un trasformatore di uscita trasforma il suono

A che serve tutto cio'?

Semplicemente per due cose fondamentali che intervengono sul suono:

1 - scegliendo la giusta impedenza di uscita si puo' regolare lo smorzamento del sistema AMP- diffusore. Cosa sempre critica e lasciata alla speranza ed ai cavi, a volte anche ai miracoli.

2 - rendere l'impedenza dell'ampli piu' vicina a quella del diffusore, favorendo una riduzione del ritorno della Forza controelettromotrice dell'AP verso l'amplificatore. Amplificatori con uscita in tensione (teorica impedenza di uscita prossima allo ZERO [magari fosse] e teorici amplificatori con uscita in corrente con impedenza prossima all'infinito [ magari fosse], sono comunque completamente DISADATTATI a pilotare un altoparlante, figuriamoci un sistema di altoparlanti. Il trasformatore, utilizzato come adattatore di impedenza (vedi teorema di Carson sul massimo trasferimento di potenza), non risolve completamente il problema, ma ci si avvicina molto. E la differenza si sente.

3 - conservare la massima potenza nell'intorno della curva media relativa all'impedenza del  diffusore.

sì. erano solo due cose e ne ho dette 3...ma ce ne'e una quarta...

4 - il trasferimento del segnale non avviene in modo diretto, ma indiretto: cioe' attraverso un flusso di TRASFORMAZIONE ELETTROMAGNETICA..

gia', chi se ne frega dira' qualcuno...se e' diretto e' meglio...

se non ci sono condensatori sulla linea di segnale e' meglio,

se il cavo e' ZERO OHM e' meglio... e via di questo passo..

e chi lo ha stabilito? MOSE' sul monte Sinai?

quando si capira' perche' Mose' scese dal monte Sinai con il Volto ILLUMINATO, si capira' anche perche' il FLUSSO DI TRASFORMAZIONE ELETTROMAGNETICA migliora il suono

....e qualcuno oggi fa anche a gara a cambiare i NUCLEI ed il rame con l'argento... (mahh.. un po' illusi forse).

Abbiamo parlato di controreazione totale e locale e di quanto queste siano SEMPRE dannose in applicazioni audio, nonostante di ampli con F.B. locali o totali se ne continuino a costruire, ora parliamo di una argomento piu' scottante.....

LO SMORZAMENTO dell'AP

Ampli che forniscono  la potenza nominale su 8 ohm e il doppio su 4 ohm, ed il quadruplo su 2 ohm e l'ottuplo su 1 ecc, (con curva di carico limite tendente al paradiso e 15 milioni di transistor di potenza in uscita montati su quintali di alette), normalmente pilotano in modo "anomalo" il diffusore, presentando grandi variazioni di smorzamento in funzione del carico che quest'ultimo presenta. Ma siamo sicuri che questa sia la strada corretta per ottenere un buon suono dal ns. diffusore?

Adottando un trasformatore di uscita, il comportamento dell'ampli verso il diffusore e' completamente differente (basta inserirlo tra i morsetti di uscita ed il diffusore, dopo opportuna configurazione e verificare cosa succede al suono). Provare per credere (in effetti e' possibile utilizzarlo anche all'uscita di qualsiasi amp a Stato Solido anche con F.B. per fare una prova di ascolto, mica e' vietato - si tiene a precisare che  i trasformatori non sono in vendita per questa applicazione).

Con il trasformatore Royal Device BE50 appositamente studiato, e' possibile SCEGLIERE diverse soluzioni nell'intorno della curva media dell'impedenza del proprio diffusore , adattando al massimo lo smorzamento del sistema audio, in funzione della distorsione prodotta da un eventuale sotto o sovra-smorzamento del sistema AMPLI-CAVI-DIFFUSORE. E anche, e perche' no, del proprio gusto sonoro. Nel riquadro giallo e' possibile vedere la lista delle impedenze nominali nell'intorno p.e.  di 3,5 e 8 ohm (la maggior parte dei diffusori).

In un diffusore dove l'impedenza media e' nell'intorno o mediamente poco superiore ai 6 ohm, e' possibile p.e. scegliere tra ben 8-9 soluzioni di adattamento (vedi riquadro giallo - colonna 3, nell'incorniciato BLU). Non proprio poco....

In questo caso, scegliendo la prima configurazione (CONFIG 4 - USCITA 1), si ha uno smorzamento minore rispetto alla configurazione CONFIG 5B - USCITA 1. Quelle intermedie forniscono altre soluzioni possibili di massimo adattamento. 

 

L'impedenza e' espressa in ohm

 

Il nuovo trasformatore BE51 ed il BE50/1 rende possibile inoltre la connessione sdoppiata e disaccoppiata delle uscite per un pilotaggio dei due driver in modo separato (un simil BI-AMP eseguito sullo stesso amplificatore - si risparmia un amp e crossover elettronici controreazionati). In pratica il trasformatore fornisce due uscite separate (vedi schema) connettendo il WF su un morsetto ed il TW su uno di impedenza leggermente diversa (nell'intorno della configurazione scelta - nel BE 51 sono piu' di 40 - qui non riportate).

Cio' rende possibile un "SIMIL BI-AMP", cioe' una regolazione diversa dello smorzamento dei due driver, e la separazione "virtuale" degli stessi. Avviene così una riduzione della distorsione dovuta alla connessione diretta tra i due (evitando così ancor di piu' rispetto al normale BI-wiring la compressione del suono in gamma media), nonche' l'ottenimento di eventuali attenuazioni o leggere esaltazioni dell'emissione di un driver rispetto all'altro al fine di ottenere il miglior adattamento verso il proprio locale di ascolto. E' ovvio che e' possibile anche avere le stesse impedenze di uscita e lo stesso livello sempre con due secondari separati.

Ricordo a questo proposito che usando un trasformatore, il segnale passante usufruisce di un circuito magnetico per il suo  trasferimento, con tutti i vantaggi del caso. Un disaccoppiamento tra due driver attraverso due secondari diversi non e' come mettere un ponticello piu' lungo al posto delle lamelle poste sulla morsettiera del Bi-Wiring.

Tutto questo volendo si puo' ottenere nei nuovi amplificatori BLU EYES serie 30 e 50. Nel manuale dell'ampli vengono forniti tutti i disegni esplicativi con tutte le configurazioni possibili (vedi sotto - tabella a destra). L'impedenza minima (in rosso), e' quella sulla quale l'ampli garantisce ancora il massimo della potenza rispetto all'impedenza nominale scelta.

Forse finalmente un ampli universale senza nessun F.B?

Ah..no, .... dimenticavo. Costruire un ampli senza F.B. alcuno (nemmeno locale) da 100 o 150 watt e' possibile se si utilizza un buon trasformatore di uscita e il circuito BLU EYES in classe A con regolazione dinamica senza aggiunta di altri milioni di transistor di potenza... ma inutile per un ascolto "in-house"  anche con casse a bassa efficienza. Forse pero' per la mia Stratocaster.. e perche' no...?! Al BE 100 ci siamo arrivati.. per i 150 mahh.. mai dire mai pero'

QUANDO L'ORECCHIO e' in GRADO di SENTIRE OLTRE I 20 KHz.

La mancanza di controreazione totale e locale innalza (a livello uditivo) la dinamica di circa 10 volte rispetto a un controreazionato di cui si e' costretti ad abbassare il volume perche' fastidioso all'ascolto e questo il FONOMETRO NON LO SA. Perche'?

La risposta e' da ricercare nella banda passante udibile dall'orecchio e come questo la percepisce.

Esistono due scuole di pensiero sulla massima frequenza udibile dall'orecchio. Qualche decennio fa si insegnava che l'onda quadra all'uscita di un amp, piu' era perfetta e meglio suonava l'ampli, questo perche' così  tutte le armoniche potevano essere riprodotte in modo corretto.

1 - Ma se l'orecchio e' riconosciuto come limitato al massimo a 20 KHz, come la mettiamo? A che serve tutto cio'?

2 - Altri dicono che non e' vero, ma che il corpo umano riesce a "percepire" anche oltre i 20 KHz, chi lo dice non lo sa spiegare e la medicina classica (fate l'esame uditivo)  continua a dire che non e' vero e verifica solo fino al quel limite.

Dove sta la verita'?

Sta in un "luogo di conoscenza" molto piu' semplice di cio' che si possa immaginare.

Come si fanno gli esami audiometrici? Con sinusoidi  a regime costante facendo una spazzolata in frequenza.

Come si misurano gli amplificatori controreazionati a banco? (sì, vabbe', anche quelli senza controreazione e di solito dalle misure ci si spancia dal ridere, ma mica tanto pero' con un Blu Eyes - vedere misure).

Di solito si misurano con sinusoidi o segnali costanti, ma anche con onde quadre che avendo fronti di salita ripidi superano (con le loro armoniche) i 20 benedetti KHz, ed allora ritorniamo al punto 1. Speriamo che prima o poi i luminari della scienza e della tecnica superino questi obsoleti metodi e passino a provare gli ampli direttamente connessi ad un ALTOPARLANTE e non ad un carico SIMULATO... ripeto: ALTOPARLANTE oppure AUTO-PARLANTE (cioe' che parla da solo o che si monta in auto - mi raccomando sceglietela bene, l'auto intendevo....possibilmente che si possa m0ntare un  impianto a metano...) .. erano divagazioni sul tema....

quindi?

l'orecchio sente oltre i 20 KHz o no?

semplice risposta:

Sì, sente oltre i 20 KHz e parecchio,

ci sono diverse prove che lo possono dimostrare:

Un LP riproduce sempre meglio un violino rispetto ad un CDP, che e' limitato in frequenza a 20 kHz per limite ad esso imposto. La differenza e' udibile  sempre con qualsiasi registrazione (non e' necessario avere lo stesso pezzo da confrontare), lo stesso vale per l'ascolto anche di altri strumenti ad arco o Trombe o Sax che siano, dove la fondamentale puo' essere gia' molto elevata in frequenza e se mancano le armoniche superiori (oltre la 4 e 5 e 6 e via così dicendo) la differenza e' subito udibile. Ma tanto...

Quindi?

Quindi il problema sta nel costanza del segnale.

Se il segnale e' costante, dopo un certo tempo l'orecchio INTEGRA e NON ASCOLTA PIU'. Cioe' se e' infastidito, abbassa la soglia di percezione attraverso il cervello. Se non e' infastidito la alza.

Fate caso: se vi addormentate e qualcuno poco dopo parla improvvisamente  anche a voce bassa in vs. presenza (che intanto dormite),  la cosa vi da' fastidio, a volte diventa insopportabile,  mentre con lo stesso livello sonoro il fastidio non c'e' se siete svegli.

Ma se il segnale che vi disturba, diventa costante, voi vi adattate e vi riaddormentate (p.e. l'audio  della TV quando finiscono le trasmissioni), cioe' abbassate la soglia uditiva. Quando pero' il sonno prende il sopravvento lo stesso livello diventa di nuovo insopportabile (il cervello rialza la soglia uditiva) e dovete spegnere la TV (sarebbe bello spegnerla per sempre)

Questo ci aiuta a capire  che la soglia uditiva varia a seconda del tipo di segnale preso in considerazione e dello stato del cervello.

Cio' significa inoltre che se ascoltate un AMPLI controreazionato NON con SINUSOIDI (che sono segnali costanti nel tempo), ma con un programma musicale che varia invece continuamente nel tempo, dopo un po' vi da' fastidio. Provate per credere.

La DISTORSIONE TEMPORALE e la Distorsione di Intermodulazione DINAMICA creano armoniche oltre lo spettro  dei 20 KHz (teoricamente oltre l' udibile considerando la banda 20-20 KHz per  segnali costanti).  Esse infastidiscono a livello cerebrale l'ascolto.

Ricordo che i concetti di distorsione di intermodulazione dinamica e Distorsione TEMPORALE sono diversi. La prima e' una distorsione introdotta dall'amplificatore con CONTROREAZIONE su segnali impulsivi quando questo e' connesso ad un carico. E' il ritardo di andata dell'amplificatore che provoca questo, dato che il ramo di F.B. normalmente e' formato da semplici resistenze (che si presuppone non abbiano ritardo). La correzione sul segnale di ingresso avviene in ritardo (piccolo ma esiste anche su carico resistivo puro ed e' di norma dettato dalla banda passante ad anello aperto dell'ampli stesso, ed e' per questo che tentano di progettare ampli con banda infinita, per ridurre questo problema, ma e' una guerra persa: piu' si allarga la banda e piu' si alza il guadagno a bassa frequenza (frequenze audio) e piu' si deve controreazionare... perche' le cose semplici non vengono capite? E' una questione fisica. Ne riparleremo presto... spero

Essa (la distorsione di intermodulazione dinamica) non tiene conto (almeno per come e' stata considerata fino ad ora), della connessione ad un Altoparlante.

La Distorsione Temporale (introdotta e scoperta da Roberto Delle Curti qualche anno fa) invece oggi sappiamo che e' provocata dal ritorno fuori fase e IN RITARDO nel tempo della forza contro-elettromotrice indotta prodotta dall'Altoparlante (vedi controreazione parte 2a),  dato che e' il segnale dell'altoparlante che e' prodotto in ritardo, e NON i cavi di connessione che hanno un ritardo o l'anello di F.B. (staremmo freschi se così fosse)

tutto qui:

Quindi riprendendo il discorso dell'orecchio e cosa questo sente, possiamo dire che la differenza di percezione sta nel tipo di segnale: cioe' se e' costante o variabile.

Un segnale impulsivo in pratica NON viene integrato dal cervello, semplicemente perche' non fa in tempo ad adattarsi, così come una lumaca non fa in tempo ad accorgersi che accanto a lei e' scoppiata un bomba (mentre una rondine al contrario percepisce la cosa prima ancora che l'esplosione si sia completata).

Piu' segnali impulsivi, DIVERSI tra loro, con armoniche estese oltre il fatidico limite di 20 KHz, sono percepibili benissimo a livello cerebrale.

Se questi segnali inoltre, sono INCOERENTI con i segnali nella banda 20-20KHz (cioe': prodotti da agenti esterni -  distorsioni introdotte dal circuito di amplificazione, rispetto al segnale acustico da riprodurre)  il cervello lo percepisce come fastidio e vuole o abbassarne il volume di emissione oppure lo abbassa lui internamente. Da qui potete capire anche perche' una modifica su un CD Player fatta con lo ZERO OVERSAMPLING alla fine produce fastidi.

Un segnale costante anche solo a 18 KHz, gia' e' difficile da ascoltare. Dopo pochi istanti il cervello lo "nega" perche' gli da' fastidio.

Inoltre, molte delle storie raccontate sul dover scaldare BENE gli amplificatori per parecchio tempo prima che questi inizino a suonare bene, altro non e' che l'adattamento dell'orecchio a quel fastidio (dopo un quarto d'ora ci si e' adattati al fastidio). Alcuni costruttori dicono di non spegnerli mai, altri che devono essere accesi almeno 2 giorni prima (sì, ci facciamo la prenotazione prima del week end per un ascolto, ma dai..)

Per esserne certi esiste una prova inconfutabile:

Accendete il vs. l'amplificatore ed andatevene a dormire per qualche ora. Al ritorno, fate partire il CDP o l'LP. Se non sentite  fastidio SUBITO dall'inizio, significa che e' vero che quell'ampli si deve scaldare prima di suonare bene. Se sentite fastidio, significa che l'ampli suona male e il fatto di farlo scaldare nulla cambia...

provate con un Blu Eyes!!! ... e sentirete la differenza...

dopo un minuto suona subito bene  senza farlo scaldare... perche'? Chi ce l'ha forse non lo sa, pero' lo sperimenta tutti i giorni... (che fortuna)

Forse abbiamo chiarito finalmente un altro problema "scottante" (o scaldante) riguardante l'ascolto e anche perche' il FONOMETRO queste cose non NON LE SA. Quindi la dinamica che lui misura  e' solo quella da sveglio, perche' quando dorme, lui e' spento e non misura nulla, ma il mio orecchio invece sì!!! Ditelo ai misuroni fonometrici e sinusoidometrici

 

In figura la struttura del trasformatore Royal Device BE50 e BE51, da 50 watt nominali, utilizzato nei modelli 30 e 33

In figura come risponde un diffusore in funzione dello smorzamento prodotto dall'ampli. Curva 2 quella corretta, Curva 3 sistema sovra smorzato (poco basso e compressione anche della gamma media), Curva 1 sotto smorzato (bassi lunghi e fastidiosi, alta distorsione di intermodulazione in gamma media). Dai 200 Hz in su, anche piccole variazioni di risposta non visibili sul grafico, introducono serie quantita' di distorsioni perfettamente percepibili ad orecchio. Per la serie: prendere le misure con le molle.... o saperle leggere per quello che sanno dare, non per quello che mostrano.

 
   

Lo schema elettrico dell'amplificatore Blu EYES modelli 30 e 33 con trasformatore di uscita BE 50

 

 

 

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