Qualche tempo fa un
professore universitario venne chiamato da un collega che
gli chiedeva se
poteva assisterlo nel valutare una risposta ad
una domanda d'esame.
Egli intendeva dare uno zero ad uno studente per
una sua risposta ad un test di fisica, mentre lo
studente sosteneva di meritare il massimo dei
voti, e che cosi sarebbe stato se il sistema non
fosse stato truccato a svantaggio degli
studenti.
Sia lo studente che l'insegnante concordarono di
accettare il giudizio di un giudice imparziale,
ed il professore venne scelto per questo.
Ando' nell'ufficio del collega e lesse la
domanda dell'esame:
'Dimostrare come sia possibile determinare
l'altezza di un edificio con l'aiuto di un
barometro'.
Lo studente aveva risposto:
'Portare il barometro in cima all'edificio,
attaccarlo ad una lunga corda, calarlo fino alla
strada e poi tirarlo su, misurando la lunghezza
della corda. La lunghezza della corda equivale
all'altezza dell'edificio.'
Il professore fece presente al collega che lo studente aveva
effettivamente delle buone ragioni dalla sua,
considerando che davvero aveva risposto alla
domanda completamente e correttamente.
D'altra parte, se gli fosse stato dato il
massimo dei voti, questo avrebbe contribuito
alla valutazione positiva della sua preparazione
in fisica.
Una valutazione positiva dovrebbe certificare
una competenza nel campo della fisica, e la
risposta non corroborava questa ipotesi.
Il professore suggerì perciò che allo studente
venisse concessa una seconda possibilità per
rispondere alla domanda. Non lo sorprese quando
il
collega si disse d'accordo, ma si sorprese
quando fu lo studente a dichiararsi d'accordo.
Il professore incaricato, diede perciò sei minuti allo studente per
rispondere alla domanda, con l'avvertimento
preventivo che la risposta avrebbe dovuto dare
prova delle sue conoscenze di fisica.
Alla fine dei primi cinque minuti, non aveva
ancora scritto nulla.
Gli chiese se volesse ritirarsi, ma rispose di no. Aveva un sacco di risposte al problema,
stava solo pensando a quale fosse la migliore.
Gli chiese scusa per averlo interrotto e lo
prego' di continuare. Nel minuto successivo,
scrisse fulmineamente una risposta che diceva:
'Portate il barometro in cima all'edificio e
sporgetevi in fuori oltre l'orlo del tetto.
Lasciate cadere il barometro, cronometrandone la
caduta e quindi, usando la formula x =0.5*a*t^2,
calcolare l'altezza dell'edificio.'
A quel punto, chiese al collega se volesse
arrendersi.
Lui accettò, concedendo allo studente quasi il
massimo dei voti.
Mentre se ne stava andando dall'ufficio, il
professore si ricordo' che lo studente aveva detto
che aveva altre risposte al problema, e gli
chiese quali fossero.
'Beh,' disse lo studente 'ci sono molti sistemi
per scoprire l'altezza di un edificio usando un
barometro. 'Per esempio si può portare fuori il
barometro in una giornata di sole, e misurare
l'altezza del barometro, la lunghezza della sua
ombra e la lunghezza dell'ombra dell'edificio, e
poi, usando una semplice proporzione,
determinare l'altezza dell'edificio.'
'Bene,' gli disse 'e ci sono altre risposte?'
'Certo,' disse lo studente. 'C'è un sistema di
misura molto semplice che le piacerà. In questo
metodo, si prende il barometro, e si cominciano
a salire le scale. Salendo le scale, si segna
con un tratto la lunghezza del barometro sulla
parete. Poi si contano le tacche, e questo le
fornisce l'altezza dell'edificio in barometri.'
'Un metodo molto diretto.'
'Naturalmente. Se vuole un metodo più
sofisticato, può legare il barometro ad un pezzo
di spago, farlo dondolare come un pendolo, e
determinare il valore di g a livello strada ed
in cima all'edificio. Dalla differenza dei due
valori di g, si può calcolare, in linea di
principio, l'altezza dell'edificio.
'Parimenti, si può portare il barometro in cima
all'edificio, attaccarlo ad una corda lunga,
calarlo fin quasi a livello strada e poi farlo
oscillare come un pendolo. Si può calcolare
l'altezza dell'edificio dal periodo della
precessione.
'Infine,' concluse 'ci sono molti altri metodi
per risolvere il problema. Probabilmente il
migliore, ' disse 'consiste nel portare il
barometro nello scantinato, e bussare alla porta
del custode. Quando il custode apre, gli si dice
cosi: 'Signor Custode, ecco qui un bel
barometro. Se lei mi dice l'altezza
dell'edificio, io glielo regalo.''
A questo punto, chiese allo studente se davvero
non conoscesse la risposta convenzionale alla
domanda.
Lui ammise di conoscerla, ma disse che si era
francamente stufato di docenti universitari che
cercavano di insegnargli come pensare.
LA MORALE? bhe' e'
semplice.
Quando un'ingegnere
magari raramente esce dal contesto e mette in
crisi il sistema predefinito ed ha una testa
sopraffina come quella sopra, tentano subito di
segarlo. Le teste che sanno pensare non devono
sopravvivere, ma devono essere anche loro
schiavi del sistema.
Pensate, la stessa cosa
avviene ancora nelle ns. universita' se si
sostituisce la parola BAROMETRO con quella di
"ELETTRONICA AUDIO" ... INCREDIBILE MA VERO!!!
non lamentatevi se i vs.
sistemi audio danno grande fastidio alle vostre
orecchie nonostante tutti i soldi che avete
speso e vi dicono che detti sistemi in una sala
del "TOP AUDIO" non possono suonare bene.
Chissa' dove dovrebbero metterli, in ANTARTIDE?
Ehhh sì, lì almeno la DISTORSIONE sarebbe subito
CONGELATA e nemmeno con un BAROMETRO
riuscirebbero' piu' a misurarla.